Via libera al secondo stralcio del progetto: l'intervento servirà a garantire la successiva copertura dei reperti storici Tutto pronto per realizzare l'ampliamento del Lapidarium: il chiostro dei Musei Eremitani. È arrivato infatti l'ok definitivo della giunta al progetto sul chiostro esterno, preparato dalla squadra del settore Edilizia pubblica e gestito direttamente dall'assessore Fabrizio Boron. Nell'ambito del progetto partito tra il 2010 e il 2011, che prevede la riqualificazione generale dei Musei civici Eremitani, Palazzo Moroni ha dato l'ok al progetto esecutivo relativo al secondo stralcio. Il progetto prevede l'ampliamento del chiostro esterno propedeutico alla realizzazione di una struttura in metallo che fungerà da copertura per il nuovo spazio espositivo dei reperti storici dei musei civici Eremitani. Obiettivo: rendere più accessibili gli spazi culturali di piazza Eremitani e più attrattiva un'area costruita attorno all'immagine di Giotto. L'idea è quella di poter creare un'area polifunzionale mediante copertura del chiostro minore, per la razionalizzazione dei percorsi, delle attività museali, l'estensione del bookshop e per far crescere il numero di incontri con il pubblico. Il complesso dei Civici, infatti, raggruppa il museo archeologico e quello d'arte medievale e moderna, che sono ospitati nei chiostri dell'ex convento dei frati Eremitani (del complesso fanno parte anche la Cappella degli Scrovegni e Palazzo Zuckermann). In sostanza, lo scopo del progetto portato avanti da Boron è quello di costruire e rendere pienamente funzionante da subito, una struttura espositiva all'aperto. Non solo però: anche quello di proteggere dal microclima le opere d'arte già disposte nel cortile ricoperto dal chiostro Lapidarum (conosciuto anche come "area tergale degli ex orti" ) le opere d'arte già presenti e che lentamente si stanno deteriorando. Importo dei lavori: 239 mila euro, dei 4,5 milioni a disposizione in totale (3 dalla Regione con fondi europei, 1,1 Fondazione Cariparo e 450 mila il Comune di Padova. L'intervento deve essere fatto senza deturpare il complesso. Il progetto tona sulla scena e sembra decollare nel 2013, quando ad occuparsi della riqualificazione degli Eremitani era l'allora assessore alla Cultura Andrea Colasio, che considerava l'intervento un fiore all'occhiello del suo mandato. Il procdimento subì poi diversi rallentamenti, anche a causa di un esposto presentato nell'agosto dello stesso anno da Italia Nostra; esposto che provocò perfino l'apertura di un'inchiesta della Procura. L'associazione che difende i beni culturali riteneva uno "scempio" il progetto di copertura del chiostro. Ma non basta: secondo Italia Nostra il progetto era anche privo del certificato di conformità urbanistica, dei nullaosta dalla Sopraintendenza e dell'autorizzazione paesaggistica. Colasio, da parte sua, ha sempre escluso che ci fossero irregolarità. La vicenda legale finì in una bolla di sapone, ma intanto il piano ha subito rallentamenti tali da provocare anche la perdita di una parte dei fondi accantonati. Risolte le controversie con la Soprintendenza, ora il progetto è stato ripreso ed è tornato di attualità. L'intento è appunto quello di risolvere le criticità degli Eremitani attraverso una serie di interventi che comprendono anche la manutenzione straordinaria, a partire dall'adeguamento dell'impianto antincendio e dalla messa a norma degli impianti elettrici e meccanici.