«A Venezia si parla di ticket d'ingresso. Mi pare difficile pensarlo per una città. Forse bisogna fare cose diverse. In Italia i centri storici delle grandi città d'arte, come Firenze, Roma e Venezia, hanno problemi di sovraffollamento, mentre ci sono zone come il Sud che non hanno turismo internazionale. Il lavoro che dobbiamo fare per il paese è fare in modo che il turismo si sposti». Lo ha detto ieri il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini - intervenendo al Forum della Confcommercio di Cernobbio - e bocciando una volta di più l'idea di un biglietto d'ingresso a Venezia, per limitarne i flussi turistici, di difficilissima applicazione, pratica e normativa. La soluzione a cui pensa piuttosto il ministro è quella già proposta nell'ottobre scorso, quando calò in laguna per un convegno internazionale organizzato dalla Fondazione Musei Civici. «Per Venezia e per affrontare il problema dei flussi turistici in aumento, legati soprattutto al "mordi e fuggi" - disse allora Franceschini, che non ha, evidentemente, cambiato idea stiamo pensando all'introduzione di una city-tax che sostituisca l'attuale imposta di soggiorno e non si applichi solo, come oggi, ai clienti degli alberghi ma a tutti i turisti che la visitano. Sulle modalità di questa city tax si può certamente discutere. Venezia deve vivere come città e contemporaneamente diventare meta di un turismo sostenibile. Penso che le potenzialità, come è chiaro, siano infinite, ma non abbiamo bisogno di un turismo mordi e fuggi, di gruppi che vengono presi e portati giù a Piazzale Roma, condotti lungo lo stesso percorso a Rialto e San Marco, vedendo solo un pezzo del centro storico, e poi riportati via senza aver consumato niente in città e lasciato ricchezza». Il punto è che dall'ottobre scorso - con l'Expo di Milano e i conseguenti flussi turistici aggiuntivi ormai alle porte - passi avanti da questo punto di vista non se ne sono fatti. Il tavolo di confronto che doveva essere attivato anche con i due sottosegretari veneziani all'Economia Pier Paolo Baretta e Enrico Zanetti e il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni per iniziare a elaborare una proposta, è rimasto solo sulla carta, anche perché il vero impulso doveva arrivare dal Comune di Venezia e in particolare dal commissario straordinario Vittorio Zappalorto. Se ne riparlerà, evidentemente, con il nuovo sindaco - visto che la proposta, oltre che affrontare i problemi di sovraffollamento, dovrebbe servire anche a portare nuove risorse a un Comune che ne ha un disperato bisogno. Intanto Venezia vivrà un'altra lunga estate calda sul piano dei flussi turistici ancora senza controllo.