Civitaluparella si conferma un sito ricco di tombe e reperti del Bronzo Medio L'idea del sindaco Peschi: creare un parco archeologico delle incisioni rupestri CIVITALUPARELLA. Un'importante scoperta accresce il già ricco patrimonio archeologico di Civitaluparella. In un sito - volutamente mantenuto segreto - sono stati trovati diversi frammenti ossei di cui uno appartenuto al cranio di un bambino vissuto tra il 1750 e il 1500 avanti Cristo. La conferma della datazione è stata data dal metodo del "radiocarbonio", mediante la tecnica della spettrometria di massa ad alta risoluzione, effettuata presso il centro di datazione diagnostica dell'Università del Salento. Precedentemente il professor Gino Fornaciari e la dottoressa Simona Minozzi, dell'università di Pisa, avevano analizzato il frammento, che è risultato appartenere al cranio di un bambino di età non superiore ai sei anni. Nel sito archeologico sono stati trovati anche alcuni frammenti di ceramica, diverse schegge di selce e altre ossa umane, tutte, però separate l'una dall'altra, risalenti all'antica e media età del bronzo e in particolare alla fase definita Età del Bronzo Medio 1-2, che corrisponde proprio al periodo dal 1700 al 1500 a.C. Le ossa testimoniano la presenza di almeno quattro individui: due bambini e altrettanti adulti. Fino al 2006 nella provincia di Chieti erano noti solo due siti di arte rupestre preistorica; da allora, grazie soprattutto alle ricerche di Aurelio Manzi e Antonino di Cicco, in collaborazione col dipartimento di Scienze archeologiche dell'università di Pisa, il panorama si è arricchito di nuovi dodici siti distribuiti in sei comuni: Civitaluparella, Fara San Martino, Lama dei Peligni, Lettopalena, Fallo e Montelapiano. «Tutto questo permette di pensare», afferma il sindaco di Civitaluparella, Loredana Peschi, «a una gestione condivisa del patrimonio archeologico in collaborazione con Provincia, Regione e Soprintendenza archeologica, alla programmazione di un parco archeologico delle incisioni rupestri del Medio Sangro e dell'Aventino per la tutela e valorizzazione di uno dei più importanti complessi di rocce con incisioni preistoriche e protostoriche del territorio». Secondo gli archeologi è possibile che nel sito di Civitaluparella «si svolgessero riti che prevedevano la manipolazione delle ossa umane dopo la scheletrizzazione dei defunti, con la selezione di determinate ossa e una loro nuova sistemazione o addirittura un loro uso particolare». Il rinvenimento, poi, di ceramiche di epoca storica, accresce l'importanza del sito e la necessità di uno scavo completo e per la prossima estate è programmata una campagna di ricerche che si prevede molto interessante. Si deve all'azione del professor Tomaso di Fraia, dell'Università di Pisa, l'esplorazione e lo studio di siti con manifestazioni di arte rupestre preistorica nel territorio di diversi Comuni del Medio Sangro e dell'Aventino. Il territorio di Civitaluparella ha rivelato un'insospettata serie di raffigurazioni su roccia, sia all'aperto sia in grotta: ben cinque siti, più alcune incisioni sparse. Tale incredibile patrimonio, che è databile prevalentemente all'età del bronzo avanzata e forse anche del ferro (circa 1200-800 a. C), non sembra avere eguali in Italia, sia perché le figure sono ottenute con diverse tecniche (incisione, picchiettatura, pittura), sia perché almeno in un caso a esse si associano anche alcune strutture in muratura che configurano un importante contesto cerimoniale.
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In Civitaluparella, un sito archeologico, sono stati trovati diversi frammenti ossei, tra cui uno appartenente a un bambino di età non superiore ai sei anni, risalenti all'Età del Bronzo Medio 1-2 (1700-1500 a.C.). Le ossa testimoniano la presenza di almeno quattro individui: due bambini e altrettanti adulti. Il sito è ricco di tombe e reperti del Bronzo Medio. Il sindaco di Civitaluparella, Loredana Peschi, propone la creazione di un parco archeologico delle incisioni rupestri del Medio Sangro e dell'Aventino per la tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico.
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