I DIPENDENTI dei musei civici sono in rivolta contro l'amministrazione comunale e la decisione di affidarsi a un bando per scegliere il nuovo direttore dell'Istituzione Bologna Musei, affidandogli anche la direzione dei musei ex Gam (Mambo, Morandi, Ustica). In un appello che ha messo d'accordo sindacati confederali, Cobas e Usb, chiedono la revoca del bando e un incontro alla giunta: «Il bando, che contempla il doppio incarico, contrasta con il testo del regolamento dell'istituzione. E una soluzione interna permetterebbe di risparmiare 110mila euro». SALE la tensione sul nome, ancora da trovare, del futuro direttore dell'Istituzione Bologna Musei. Il fronte sindacale per una volta compatto ha chiesto un incontro alla giunta Merola nel tentativo di stoppare la gara che servirà a trovare il successore di Gianfranco Maraniello, che a breve traslocherà al Mart di Rovereto. Nell'attesa, Palazzo d'Accursio tira dritto: «Ritirare il bando? L'ipotesi non è sul tavolo» chiarisce Maria Grazia Bonzagni, il direttore del personale che sta seguendo la vicenda. I dipendenti dei musei comunali insistono, convinti che sia un errore affidarsi a un nuovo direttore esterno che ricoprirà il doppio ruolo di direttore dell'Istituzione e direttore dei musei Mambo, Morandi e Ustica. Per questo, chiedono al sindaco Virgilio Merola di assegnare l'incarico ad interim a una figura interna all'amministrazione, scegliendo tra i coordinatori dei musei o tra gli stessi dirigenti di Palazzo d'Accursio. La bocciatura del bando, pubblicato già da una settimana, è senza appello. Tanto da aver unito le proteste di Cgil, Cisl e Uil a quelle dei sindacati di base Cobas e Usb. Sigle tra le quali di solito non corre buon sangue quando si affrontano tematiche legate al Comune di Bologna. Stavolta è andata diversamente. Il bando dà tempo fino al 20 aprile per presentare le candidature. Il contratto offerto è fino a settembre 2016 e collega la direzione dell'Istituzione e quella dei musei ex Gam. I sindacati sono convinti che questa soluzione sia «in contrasto con il regolamento dell'Istituzione» e rischi di sbilanciare i fondi «in favore dell'area interessata dal doppio incarico a discapito delle restanti realtà». Il problema, infatti, è anche quello dei fondi per la gestione dei musei comunali, già ridotti all'osso. Nel budget 2015 all'Istituzione vengono assegnati 920mila euro invece del milione dello scorso anno. Una figura interna, calcolano i sindacati, permetterebbe un risparmio di circa 110mila euro (la retribuzione di Maraniello, compresi i premi di risultato, è di 126mila euro lordi). Ma la Bonzagni difende le scelte della giunta: «Nessuno dei dirigenti comunali si è candidato per occupare la posizione di Maraniello». Da qui la scelta obbligatoria del bando. Quanto a un possibile incontro coi lavoratori, «abbiamo ricevuto la richiesta dei sindacati e la prossima settimana la valuteremo». Ma l'ipotesi di cancellare la gara non è in agenda: «Non abbiamo mai ritirato un bando e non ci stiamo pensando neanche stavolta. Per farlo ci vogliono ragioni molto forti».