«Non sussistono i presupposti per disporre l'accoglimento dell'istanza». I giudici della II Sezione del Tar del Lazio hanno respinto il ricorso presentato da Italia Nostra e Cesia. Chiedevano la sospensione del bando di gara per la realizzazione della Metrò C a Roma. La richiesta è stata rigettata al mittente «tenuto conto in particolare del preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell'opera». Il primo round va dunque all'Amministrazione co-munale e a Legambiente scesa in campo con un controricorso. «Con il giudizio indipendente e autorevole dei magistrati amministrativi - ha commentato il sindaco Walter Veltroni -sono stati riconosciuti la correttezza del procedimento ed il rigore tecnico dell'azione del Comune; un'azione avviata da lungo tempo, verificata sotto ogni aspetto, convalidata dal ministero delle Infrastrutture, dalla Regione Lazio e dal Cipe, giunta finalmente alla fase realizzativa». Italia Nostra non si dà comunque per vinta. Emanuele Montini, legale dell'Associazione, definisce «laconica» la decisione dei giudici e rimanda ogni altro commento «all'udienza in cui il Tar entrerà nel merito del ricorso». La guerra legale ingaggiata da Italia Nostra non rallenterà il cronoprogramma della Metro C. La talpa, insomma, non si fermerà. «Proseguiremo nel nostro lavoro - ha ribadito il sindaco - perché i cittadini di Roma, e i suoi tanti visitatori da tutto il mondo dispongano di una rete di linee da troppo tempo attesa, essenziale per migliorare il trasporto pubblico nella città, decisiva per la lotta all'inquinamento, determinante per alleggerire il peso del traffico nel centro storico». «Hanno prevalso la ragione e il buon senso, oltreché il diritto», ha commentato il legale di Roma Metropolitane Stefano Vinti. «Le censure proposte da Italia Nostra - ha spiegato il legale - erano inammissibili sotto più profili. Non erano rivolte alla protezione di interessi ambientali, gli unici per i quali Italia Nostra era legittimata ad agire. E poi contestavano il merito del progetto, senza averne titolo e partendo da un'idea completamente errata, ovvero che lo stesso non prevede l'automazione integrale. Mi aspetto che Italia Nostra - ha concluso l'avvocato Vinti - non proponga appello, cosicché la gara possa svolgersi in un quadro di assoluta serenità, nell'interesse della collettività ad un ampio confronto concorrenziale e ad una sollecita realizzazione di un'opera che va, anzitutto, a beneficio dell'ambiente». Soddisfatti per la decisione del Tar anche i dirigenti di Legambiente, «ora il Comune di Roma e gli altri soggetti competenti devono accelerare al massimo per assicurare alla città questa infrastruttura nel minor tempo possibile». Intanto, Roma Metropolitane srl che gestisce le procedure di assegnazione delle gare, ha reso noti i nomi delle 10 aziende invitate a partecipare alla gara. I lavori preparatori (spostamento cavi interrati e tubature) ammontano a 10 milioni di euro, l'apertura del cantiere vero e proprio è previsto per il marzo del 2006.
Metro C. Respinta dal Tar la sospensiva: da marzo i lavori
I giudici della II Sezione del Tar del Lazio hanno respinto il ricorso di Italia Nostra e Cesia contro il bando di gara per la realizzazione della Metrò C a Roma. La decisione è stata presa tenendo conto del preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell'opera. Il Comune di Roma e Legambiente hanno presentato un controricorso, che è stato accettato dai magistrati. La decisione è stata definita "laconica" da Emanuele Montini, legale di Italia Nostra, che ha promesso di proseguire la guerra legale. Il sindaco Walter Veltroni ha invece definito la decisione come "corretta" e "buona".
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