IL CASO IL COMUNE "L'OPERA NEL PARCO SEMPIONE SARÀ PRONTA PER L'EXPO" NONOSTANTE i lavori di costruzione siano cominciati da settimane la base in cemento armato è già terminata i quattro comitati del Parco Sempione non si arrendono. E lanciano una raccolta firme e di fondi per fermare il progetto «irragionevole» di ricostruire il Teatro Continuo di Burri dentro il parco, sull'asse prospettico che unisce il Castello Sforzesco e l'Arco della Pace. «Chiederemo un preventivo per capire quanto costerebbe la demolizione dell'opera spiega Alberto Ferruzzi, presidente della Fondazione Perilparco e consigliere di Italia Nostra e raccoglieremo i soldi da offrire al Comune per il suo abbattimento in un futuro che speriamo prossimo». I comitati dunque tirano dritto, per nulla dissuasi dalle parole dell'assessore alla Cultura Filippo Del Corno che ancora ieri, durante l'incontro organizzato in Triennale dalla Fondazione Perilparco, ha ribadito che «i lavori non si fermeranno ». Quindi, entro l'inizio di Expo, Milano avrà nuovamente l'opera che l'artista Burri progettò per la Triennale del 1973 e che, nel 1989, l'allora sindaco Paolo Pillitteri fece demolire causa degrado, suscitando la dura protesta dell'artista. «C'è una delibera di giunta di fine luglio 2014 e un parere positivo della sovrintendenza ai beni paesaggistici spiega Del Corno . Restituiremo alla città un'opera importante, con la funzione specifica di realizzare un palcoscenico aperto alla città e pensata per stare in quel luogo. Abbiamo avuto riscontri positivi, non saranno le critiche di alcuni cittadini a farci mollare il colpo». Fra i contrari alla ricostruzione storica del Teatro però ci sono anche noti architetti come Italo Lupi secondo il quale il teatro «non è di certo l'opera migliore di Burri e soprattutto manca di genius loci. Le opere nel parco devono essere temporanee, come lo sono state del resto molte protagoniste di altre Triennali». Anche Jacopo Gardella è fra quelli che dicono no, proponendo una soluzione intermedia alle due posizioni inconcilianti: quella di «spostarlo nel primo tratto di corso Sempione, oggi pedonale», posizione che rispetterebbe, secondo Gardella, la volontà dell'artista di avere come sfondo sia l'Arco della Pace che la Torre del Filarete. Ma la platea non è d'accordo, e soprattutto la proposta non rispetterebbe le condizioni imposte sia dalla Fondazione Burri che dalla sovrintendenza. I comitati, che temono anche una ricaduta dell'opera nel degrado come già fu negli anni '80, accusano il Comune di aver tradito «la tanto sbandierata democrazia partecipata» di Pisapia. «Al contrario dicono l'amministrazione ha approvato il provvedimento in sordina».
Teatro Burri, i Comitati rilanciano "Troveremo i fondi per demolirlo"
Il Comune di Milano ha iniziato i lavori per ricostruire il Teatro Continuo di Burri nel Parco Sempione, nonostante i comitati del parco si oppongano alla decisione. I comitati hanno lanciato una raccolta firme e fondi per fermare il progetto e hanno chiesto un preventivo per la demolizione dell'opera. L'assessore alla Cultura Filippo Del Corno ha ribadito che i lavori non si fermeranno, ma i comitati continuano a protestare. La delibera di giunta di fine luglio 2014 e il parere positivo della sovrintendenza ai beni paesaggistici hanno autorizzato la ricostruzione, ma alcuni architetti e cittadini si oppongono alla decisione.
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