Brugnaro: meglio la fidelity card. Casson: biglietto per i croceristi VENEZIA. Dario Franceschini congela il ticket turistico. «A Venezia se ne parla ma mi pare difficile pensare a un ticket per le città d'arte», ha detto ieri il ministro ai Beni culturali al Forum di Confcommercio a Cernobbio. Nelle stesse ore al pontile di Actv di San Zaccaria, tornavano le scene delle lunghe code di turisti in fila per salire su un vaporetto diretto a piazzale Roma o in stazione. Un assaggio di primavera e di ponti primaverili e della prossima ressa. Per questo ai tanti sostenitori del ticket le frasi del ministro Franceschini hanno avuto l'effetto di una doccia gelata, anche se fin dalla scorsa estate è stato chiaro che il ministro non appoggiava affatto la proposta del suo sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni che invece l'aveva lanciata. Era agosto, pioggia e freddo avevano fatto scappare ogni giorno migliaia di persone dal litorale a San Marco e si vedeva di tutto: pic-nic, turisti a petto nudo e in bikini e persino qualche sacco a pelo tra le Procuratie. Cosa accadrà quest'anno fin da maggio con la città invasa anche grazie alla forza attrattiva della Biennale Arte e dell'Expo? In realtà, ieri, Franceschini ha proposto una sua ricetta a Confcommercio. «Bisogna trovare forme diverse contro il problema del sovraffollamento nei centri storici di città d'arte come Firenze, Venezia e Roma - ha detto - bisogna fare in modo che il turismo si sposti». L'Italia ha capolavori artistici e naturali in ogni angolo dello Stivale ma sarebbero, per il Ministro, poco conosciuti. «Ci sono zone del sud che non hanno turismo internazionale - ha aggiunto -, dobbiamo valorizzare altre bellezze turistiche e fare in modo che i flussi si spostino nel resto del paese». Il governo sta lavorando a «una serie di itinerari» per ridurre il peso delle presenze nelle città d'arte più popolari al mondo che, nell'immediato, continueranno però ad essere prese d'assalto. Le parole del Ministro, per ora, non stanno scatenando polemiche a Venezia. Anzi, i candidati a sindaco Felice Casson (centro sinistra) e Luigi Brugnaro (lista civica, Ncd-Udc) sono d'accordo con Franceschini. «Non ho mai pensato a un ticket turistico - dice Casson - giuridicamente è un concetto sbagliato». Casson ha in mente altre ipotesi come l'introduzione di un balzello sui crocieristi, richiesto senza successo dalle ultime due giunte. «In realtà a Livorno e Civitavecchia c'è già», aggiunge. Brugnaro invece pensa a una «fidelity card» per i turisti. «Il ministro ha ragione, noi abbiamo bisogno di costruire un pacchetto di carte di servizi con trasporti, musei, bagni - ha spiegato - e diano privilegio d'accesso per chi le ha».