In una cripta l'umidità ha fatto sollevare le mattonelle del pavimento LECCE. Piove in cattedrale. E sale il livello di allarme per il cattivo stato di conservazione del patrimonio architettonico della chiesa leccese, che per la città e il Salento intero sono un'inestimabile risorsa culturale ed elemento di grande attrazione turistica. Gli interventi di restauro, da tempo invocati dalla Curia per contrastare gli inesorabili processi di deterioramento dovuti ai fattori atmosferici e alla fragilità della pietra leccese, tardano ad arrivare con la conseguenza che i danni si estendono diventando sempre più gravi. L'architetto Giuseppe Fiorillo, responsabile dell'Ufficio diocesano per i beni culturali, è da tempo testimone di questo fenomeno inarrestabile che, durante l'inverno e in questo inizio di primavera particolarmente piovosi, si è manifestato in modo macroscopico anche nella cattedrale: «La pioggia quest'anno è stata davvero copiosa e ha provocato danni dovuti alle infiltrazioni in una navata laterale dove piove letteralmente». La navata di cui parla Fiorillo è quella che si apre sulla sinistra procedendo dall'ingresso della chiesa verso l'altare principale. Qui i segni prodotti dalle infiltrazioni sono evidenti sulle pareti. Ma l'umidità sta producendo danni anche nella cripta dove il pavimento si è gonfiato e alcune mattonelle sono state rimosse perché pericolose. «Nella cripta va anche peggio osserva Fiorillo e abbiamo dovuto delimitare l'area più danneggiata dall'umidità di risalita». Da oltre un anno lo stesso architetto ha completato la ricognizione tecnica delle chiese leccesi e ha stilato un dettagliato elenco degli interventi di massima urgenza per i quali, secondo stime della Curia, sarebbero necessari non meno di cinque milioni di euro. Nel marzo scorso Fiorillo annunciò di avere consegnato l'elenco completo dei danni nelle mani del sindaco Paolo Perrone, ma da allora di interventi non se ne sono visti. «Stiamo aspettando i bandi regionali per capire se sarà possibile accedere ai finanziamenti per riparare i danni», afferma Fiorillo. Nella mappa predisposta dall'Ufficio per i beni culturali della diocesi sono citate una per una le chiese in cui ci sono i problemi più gravi: Sant'Anna, Santa Teresa, il Duomo e Santa Maria delle Grazie. Dal 2011, inoltre, la facciata della basilica di Santa Croce, simbolo del Barocco leccese, è avvolta dalle impalcature dopo il distacco di alcuni fregi.