In questi giorni a Napoli accadono fatti così spaventosi che occuparsi della cultura potrebbe sembrare fatuo. Non è così: viviamo un'apocalissi innanzitutto di civiltà e dobbiamo combattere contro l'esercito arruolatosi coscientemente contro la civiltà: che vuol dire la stessa cosa di cultura. Sul «Corriere del Mezzogiorno» on line di sabato il consigliere alla municipalità con delega al centro storico, Pino De Stasio, un giovane di grandi energia e benemerito per le campagne già fatte, ha denunciato per l'ennesima volta che le torme di graffitari stanno distruggendo tutta la scultura gotica della basilica di Santa Chiara, dopo averne deturpato l'esterno. Ogni volta che il marmo viene pulito si corrode; a ogni sozzo pennarello che vi passa sopra ce n'è un po' meno; e davvero spaventoso è il confronto fra quest'arte che grida la sua sofferenza e l'abiezione civile di chi la distrugge. Pino De Stasio ha denunciato due volte la cosa al ministro Franceschini. Costui non gli ha nemmeno risposto: evidentemente perché il suo direttore generale Salvo Nastasi non gli ha dato il permesso. In via incidentale: Franceschini ha ratificato la nomina a soprintendente del San Carlo della signora Purchia nonostante il parere contrario del sindaco De Magistris; dicendo: «Ratifico sempre le scelte del consiglio d'indirizzo». Occorre correggerlo: lui ratifica sempre le scelte di Nastasi.