E la stanza dei tradimenti aprì (finalmente) la porta MANTOVA. Il 3 aprile riapre al pubblico la «Camera degli sposi» dipinta da Andrea Mantegna. «Ma niente sarà come prima. Il terremoto del maggio 2012 è stato una dramma smisurato» dice Giovanna Paolozzi Strozzi, Soprintendente di Mantova; ma, come spesso succede, un grande sconvolgimento può offrire una grande opportunità. Dopo il Vaticano, la reggia gonzaghesca è la più grande del mondo: 35.000 mq di superficie con 900 stanze, una chiesa, piazze, vicoli, sotterranei, scaloni, giardini pensili e giardini per terra. Un labirinto dove si rischia di perdere l'incantevole visione del «fuori»: i tetti rossi della città, le torri, la cupola di sant'Andrea, i campanili del Duomo e di santa Barbara, le cime dei platani, i laghi; e di arrivare nella Camera degli sposi senza capire come si è entrati in Castello. Troppa bellezza stordisce, confonde, favorisce la perdita dell'orientamento; e questo non merita la stanza del marchese Ludovico, che aveva chiamato i più grandi artisti del mondo per fare Mantova sempre più bella: dalle strade lastricate ai palazzi pubblici, fino alla sbalorditiva torre con il mirabile orologio di Manfredi, progettata da Leon Battista Alberti, edificata da Luca Fancelli. Il Castello di San Giorgio nasce alla fine del '300 come fortezza militare dei Gonzaga. Ludovico aveva ceduto la sua reggia in Corte Vecchia a Pio II, quando, nel 1459, aveva riunito a Mantova i principi cristiani per organizzare una campagna contro i turchi. Insieme a sua moglie Barbara del Brandeburgo, si era ritirato nell'appartamento al secondo piano della torre Nord del Castello. Nella stanza vista lago dove il marchese dormiva, non sempre, con la tedesca e più volte tradita consorte, Andrea Mantegna aveva eseguito un affollato ritratto di famiglia: compresi i canie la nana di corte. Dodici anni di lavoro più volte interrotto, che non sempre porta a disastri, dal momento che il risultato è uno dei più celebri capolavori del Rinascimento. Il disastro è stato invece provocato dal terremoto del 29 maggio 2012: quando, oltre a una crepa scivolata fra il naso del marchese e quello del segretario, la torre nord del Castello ha sussultato e ondeggiato fino a risultare inagibile. La crepa è stata risanata subito. Non così l'accesso alla Camera degli sposi, finora isolata. Il 3 aprile riapre con un percorso svelto e, probabilmente, lo stesso usato da Ludovico: attraverso una scala elicoidale, si sale direttamente al Castello. « Il sisma spiega Paolozzi Strozzi ci ha permesso di valorizzare un interessante edificio considerato, finora, soltanto come contenitore della Camera degli sposi». La visita comprende l'appartamento nella Torre nord, dove, oltre alla «Camera picta», si allineano magnifiche stanze affrescate e il primo studiolo di Isabella d'Este. Dal 3, le sale dei Soli e delle Cappe ospiteranno cento bronzetti, armi, arredi e dipinti, compresa una parte della gigantesca Trinità di Rubens, offerti in comodato al Ducale dal mantovano Romano Freddi, collezionista di opere appartenute ai Gonzaga e comperate con i proventi delle sue pizze (napoletane) surgelate.
Mantova. Da venerdì torna visitabile la Camera dipinta dal Mantegna
Il Castello di San Giorgio a Mantova è stato riaperto al pubblico il 3 aprile dopo il terremoto del maggio 2012. La stanza dei tradimenti, dipinta da Andrea Mantegna, è stata restaurata e può essere visitata attraverso una scala elicoidale. Il terremoto ha anche permesso di valorizzare un edificio considerato fino ad allora come contenitore della Camera degli sposi. La visita comprende l'appartamento nella Torre nord, dove si trovano stanze affrescate e il primo studiolo di Isabella d'Este. Inoltre, le sale dei Soli e delle Cappe ospiteranno cento bronzetti, armi, arredi e dipinti, tra cui una parte della Trinità di Rubens.
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