L'assessore: tranelli e tradimenti. Il Pd: supponente, Antichi: vigliaccheria istituzionale Alle 20,27 il piano paesaggistico viene approvato dal Consiglio regionale (con 32 voti a favore e 15 contrari). Sete minuti dopo l'assessore Anna Marson, in giacca rosso scarlatto, si alza in piedi dal suo scranno e dopo settimane di silenzio chiede la parola. Cita Calamandrei, «i tranelli preordinati per far perdere la serenità al giocatore meno esperto», «qualche tentativo di barare». Poi, scatena l'offensiva: «Nel caso del piano paesaggistico le imboscate non sono derivate da un conflitto fra ambiente e sviluppo, come molti hanno sostenuto, ma tra interessi collettivi e interessi privati». L'aula insorge, Marson è costretta a interrompere due volte il discorso. Ci vuole l'intervento del governatore Enrico Rossi l'unico che Marson salva dalla sua ira perché lei possa ricominciare. E mentre i banchi del centrodestra sono ormai quasi tutti vuoti, l'assessore parla di «linciaggio personale», di «retromarcia imbarazzante» e si lascia andare anche all'ironia, quando ricorda l'accusa di essersi circondata di intellettuali lontani dalla gente: «I professori vivono nell'agio, mentre i consiglieri regionali soffrono nelle montagne». Difende la posizione del marito, che ha lavorato al testo «senza prendere un euro» e elenca tutte le offensive subite dal piano, che solo grazie all'intervento del governo ha potuto salvare «parti significative». «Soddisfazione e rammarico», conclude, per un esito che la soddisfa solo in parte. Finito il discorso, i consiglieri rientrano in aula. E mentre dai banchi del centrodestra Alessandro Antichi ribatte che «è vigliaccheria istituzionale», Gianluca Parrini (Pd) prende la parola: «Se avessi sentito prima questo discorso inaccettabile per forma e sostanza, e intollerabile per la supponenza avrei riflettuto sull'opportunità di votare questo piano. L'avrei fatto comunque, ma solo per la grande stima che ho per il governatore. Lei assessore ha fatto un capolavoro di stupidità politica» . E conclude: «L'unica cosa buona è che lei tra un paio di settimane sarà solo un brutto ricordo». Parrini riceve applausi e abbracci bipartisan. E pensare che la mattina si era aperta con un riconoscimento del lavoro dell'assessore: da un lato il centrodestra, denunciando un testo troppo ambientalista; dall'altra Sel e Rifondazione, per spiegare il proprio «sì», avevano parlato di un piano che dopo l'intervento del ministero era ridiventato «il piano Marson». E anche con Rossi, a cui era rimasta a fianco tutta la giornata, molti scambi di sorrisi, in un'apparente ritrovata serenità. Da registrare il tentato ostruzionismo del centrodestra: con l'interruzione della seduta Forza Italia e FdI hanno chiesto il sì a una decina di emendamenti su cave e agricoltura. «Il maxi emendamento non si tocca», ha detto Rossi. Così, il centrodestra ha ottenuto solo l'approvazione di un sistema di monitoraggio sul piano, per valutarne l'efficacia su sviluppo e posti di lavoro.
Toscana. Paesaggio, la bufera arriva dopo il sì. Marson al vetriolo salva solo Rossi
Il Consiglio regionale ha approvato il piano paesaggistico con 32 voti a favore e 15 contrari. L'assessore Anna Marson ha chiesto la parola e ha criticato il piano, accusando gli interessi privati di aver influenzato la sua approvazione. Ha anche criticato il governatore Enrico Rossi e il centrodestra, accusandoli di linciaggio personale e retromarcia. Il governatore ha intervento per permettere a Marson di continuare il suo discorso. Il centrodestra ha chiesto il sì a una decina di emendamenti, ma il maxi emendamento non è stato toccato. Il piano è stato approvato grazie all'intervento del governo.
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