Le associazioni ambientaliste scrivono al premier Renzi «L'Italia rischia di infrangere la Convenzione delle Alpi» TRENTO. Le associazioni ambientaliste non ci stanno. A 48 ore dal via libera della Commissione dei Dodici alla norma che sancisce la «provincializzazione» del parco nazionale dello Stelvio, gli ecologisti ribadiscono la loro ferma contrarietà alla direzione intrapresa da Roma. E si rivolgono direttamente a Matteo Renzi per chiedere di non sottoscrivere «un atto che estromette lo Stelvio dalla famiglia europea dei parchi nazionali». La lettera appello al premier, inviata ieri, è firmata da Cipra, Enpa, Fai, Protezionisti sudtirolesi, Italia nostra, Legambiente, Lipu, Mountain wilderness, Pro-Natura, Touring club e Wwf. E ribadisce le preoccupazioni espresse dalle associazioni in questi mesi per il destino del parco che abbraccia il Trentino, l'Alto Adige e la Lombardia. «Proprio il suo essere territorio spartito tra una regione ordinaria e due province a statuto speciale scrivono le associazioni è l'elemento su cui cinque anni fa si è scatenata l'offensiva autonomista per lo smembramento del parco». Offensiva, proseguono, «bloccata allora da Napolitano, ma che ora rischia di arrivare al suo epilogo con l'intesa» approvata dai Dodici «e adesso all'attenzione del consiglio dei ministri». «Un massiccio montuoso però avvertono non può essere separato nelle sue componenti amministrative». Di più: «Se un parco nazionale dovesse perdere l'attributo di unità per diventare un patchwork di aree provinciali, l'Italia violerebbe la Convenzione per la protezione delle Albi, ratificata dal nostro Paese nel 1999». Due i punti contestati dagli ambientalisti. «Il primo scrivono riguarda la soppressione dell'ente parco, sostituito da un comitato di coordinamento formato da 9 saggi: un salotto inutile e ininfluente, che non è un elemento di garanzia dell'unitarietà del parco. Il comitato deve essere dotato di personalità giuridica e di poteri effettivi». Il secondo punto è quello del «venir meno degli strumenti fondamentali di governo di ogni parco nazionale: il piano del parco e il regolamento». Ma a preoccupare è anche l'aspetto economico: «Il funzionamento dell'ente deve continuare a essere una responsabilità nazionale, utilizzando le risorse delle Province autonome per progetti di sviluppo territoriale».
Stelvio, Roma si fermi
Le associazioni ambientaliste hanno scritto al premier Renzi per esprimere la loro ferma contrarietà alla direzione intrapresa da Roma per la provincializzazione del parco nazionale dello Stelvio. Le associazioni, firmate da diverse organizzazioni ambientaliste, hanno inviato una lettera appello al premier per chiedere di non sottoscrivere un atto che estromette lo Stelvio dalla famiglia europea dei parchi nazionali. Le associazioni hanno ribadito le preoccupazioni per il destino del parco che abbraccia il Trentino, l'Alto Adige e la Lombardia, che sono state espresse in questi mesi.
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