VENEZIA. È nata la Fondazione di Forte Marghera. Ieri il commissario Vittorio Zappalorto ha approvato in consiglio la delibera che sancisce l'avvio di una nuova gestione del campo trincerato. Ora ci vorranno tre mesi per concludere l'iter burocratico ma già da subito un dipendente comunale inizierà ad occuparsene. Spetterà invece alla prossima giunta decidere chi farà parte, a titolo gratuito, del consiglio di amministrazione, composto dal presidente e da due consiglieri. «L'intervento su Forte Marghera è l'azione più bella che abbiamo fatto - ha detto Zappalorto - la situazione era fuori controllo, basti pensare che gli scarichi andavano ancora in laguna». Il commissario ha spiegato il lavoro fatto: «Abbiamo sistemato temporaneamente le concessioni d'uso che in futuro saranno oggetto di un bando - ha continuato - Abbiamo portato stabilmente Accademia delle Belle arti e Fenice». La Fondazione avrà un budget di 50 mila euro e per 30 anni gestirà alcuni immobili del Forte, tra cui i due complessi, oggi in restauro, che diventeranno un «Centro studi per le fortificazioni militari», finanziato dalla Regione Veneto. Una volta entrata a regime, la nuova struttura si manterrà con l'organizzazione di manifestazioni e con un contributo del Comune, pari al netto degli affitti di locazione. Forte Marghera un tempo era di proprietà del Demanio e il Comune ha dovuto pagarne l'acquisizione. Oggi invece, grazie al federalismo demaniale, i trasferimenti sono gratuiti. Ca' Farsetti ha chiesto allo Stato 72 beni di cui 23, dal consiglio di ieri, sono pubblici. Si tratta di terreni a Burano, Lido e Sant'Erasmo e di fabbricati disseminati in tutte le Municipalità. Ci sono, ad esempio, 4 negozi in via Sandro Gallo, i giardini «Marinaressa» in riva Sette Martiri e le ex caserme di Sant'Erasmo e San Piero in Volta. In terraferma, ci sono l'ex campo di aviazione di Campalto, l'ex elioterapico di San Giuliano e un edificio di villa Elena a Zelarino. Ieri, il vicepresidente della Municipalità di Venezia Giorgio Tommasi ha chiesto al Comune di acquisire anche l'isola di San Giacomo in Paludo «contro il rischio di svendita». L'isola, in gestione ai Vas, sarà messa all'asta dal Demanio. «Abbiamo già fatto richiesta ma è stata esclusa - ha risposto Zappalorto - ritenteremo».