Sul sito elenco del 1988 in bianco e nero. Presto tablet con audio-guide Attorno alla riapertura della Carrara aleggia un piccolo giallo. Ma il catalogo c'è o non c'è? Chi a partire dal 23 aprile visiterà la pinacoteca rimessa a nuovo e vorrà trattenere nella retina i colori dei Lotto e dei Moroni, la grazia dei Bellini, della Madonna di Mantegna o del San Sebastiano di Raffaello, cosa troverà sugli scaffali del bookshop? Sicuramente poco. La visita al sito della Pinacoteca già non promette nulla di buono. Al momento l'unico catalogo menzionato è un indigeribile mattone del 1988, centinaia di pagine con oltre 300 opere, quasi tutte in bianco e nero. Sembra incredibile, ma a parte una rassegna completa delle opere online, altro non c'è. Sono stati spesi 12 milioni di euro per i lavori di ristrutturazione e 78 mila solo per disegnare un logo definito da qualcuno «un baffo da sergente», ma a quanto pare nessuno avrebbe pensato ad accantonare un tesoretto per accompagnare la riapertura del museo con un apparato bibliografico degno della sua storia e dei suoi capolavori. La dimenticanza appare inspiegabile, soprattutto alla luce delle osservazioni dell'economista Guido Guerzoni, che incaricato di studiare un business plan della Carrara, aveva assegnato proprio alla vendita di libri, cataloghi, audiovisivi e souvenir, una quota non trascurabile dei 2,5 milioni di ricavi annui. In extremis si è cercato di correre ai ripari. Su sollecitazione di un privato pronto a finanziare l'opera con 15 mila euro, nei prossimi giorni andrà in stampa una guida tascabile della pinacoteca, in italiano e inglese della pinacoteca. È ancora insufficiente. Ma Gian Pietro Bonaldi, presidente della Cobe, finanziaria del Comune, promette salti mortali pur di arrivare il 23 aprile col catalogo dei cento capolavori. «Scrivetelo dice me ne assumo io la responsabilità. Il catalogo sarà pronto. Ci stanno lavorando la coordinatrice della Carrara Cristina Rodeschini, il curatore Giovanni Valagussa e il critico Paolo Plebani. A costo di lavorare giorno e notte e anche di domenica, l'opera, per il momento solo in edizione italiana, sarà in vendita a partire dal giorno di riapertura». L'assessore alla cultura Nadia Ghisalberti non si sbilancia: «Per un vero e proprio catalogo penso che avremo bisogno di più tempo, e credo che si sia fatto tutto quello che era consentito dalle risorse comunali. Comunque non è poco. Presenteremo dei tablet con audio guide, un catalogo per bambini, un nuovo sito e un catalogo online consultabile già prima dell'inaugurazione». Nell'anno dell'Expo appare comunque insufficiente l'offerta di pubblicazioni in lingua inglese. Un insperato aiuto potrebbe però arrivare dall'Australia. Alla National Gallery di Canberra, dove tra il 2011 e il 2012 erano stati esposti 82 capolavori della Carrara, sono avanzati 450 cataloghi della mostra. La direzione del museo australiano li ha offerti al Comune di Bergamo a 11 euro l'uno. Meritatissimi, dice chi ha potuto consultare l'opera. Perché oltre al valore scientifico ha il pregio di coprire i vuoti in libreria.
Bergamo, Carrara. Ma il catalogo non c'è ancora. Lavoreremo giorno e notte
Il riassunto è il seguente:
La Pinacoteca di Carrara, che si apre il 23 aprile, non ha un catalogo adeguato per accompagnare la sua riapertura. Il solo catalogo disponibile è un volume del 1988 in bianco e nero con oltre 300 opere, ma non è sufficiente. Il Comune di Bergamo ha offerto 450 cataloghi della mostra "Carrara 2011-2012" alla Pinacoteca, ma non è chiaro se saranno utilizzati. Il Comune ha speso 12 milioni di euro per i lavori di ristrutturazione e 78 mila euro per disegnare un logo, ma non ha risparmiato per un catalogo degno della sua storia.
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