La mostra di Palma il Vecchio, inaugurata il 13 marzo e resa possibile dalla collaborazione dei più grandi musei di tutta Europa, all'aeroporto di Orio è come se non esistesse. «Cosa c'è a Bergamo?» chiedono alcuni olandesi appena sbarcati. «Who is Palma il Vecchio?», si interroga una comitiva di visitatori inglesi. Tanti turisti non sono a conoscenza della mostra e anche appena arrivati a non c'è nulla che li possa informare. In tutto lo scalo non esiste un solo totem, una pubblicità, oppure un semplice cartellone sulla mostra. C'è la réclame su cuscinetti e boccole applicati nell'industria idraulica, uno spot interattivo legato a una banca, un manifesto sul taleggio dop, ma nulla sulle meraviglie di Palma il Vecchio. A parte qualche pieghevole «svolazzante» nell'angusto ufficio turistico ben nascosto in fondo all'area arrivi. Il paradosso è che l'aeroporto di Orio al Serio risulta essere il «main» sponsor dell'esposizione eppure chi non sa della mostra, in questi giorni, non lo scoprirà mai a Orio. L'ufficio stampa della mostra non nasconde il suo imbarazzo ma è determinato a correre ai ripari: «È tutto vero ammette la responsabile siamo in ritardo con la campagna cittadina di pubblicità prevista nei luoghi sensibili come lo scalo aeroportuale. Rimedieremo, ma i tempi sono incerti. Questo genere di evento, intanto, carbura solo con il passaparola. Anche i social network li stiamo curando poco, ma va precisato che le campagne pubblicitarie si tarano in base ai fondi a disposizione». Venerdì 20 marzo, complice lo sciopero dei controllori, alcuni turisti italiani sono rimasti sorpresi per la scarsa promozione di Expo. Appena un cartellone dentro lo scalo e uno fuori. «Siamo circondati solo da rental car, e offerte low cost», sottolinea un signore sardo.