Corridoi verdi per collegare 10 aree protette locali e fermare il consumo di suolo La Provincia lancia un'area da 47 km quadrati, dal Grugnotorto ai Colli Briantei MONZA. Fabbriche, capannoni, strade intasate dal traffico. Sì, certo, la Brianza è la provincia italiana più urbanizzata d'Italia. Ma non solo. È anche quella che ha il maggior numero di aree tutelate, rispetto al territorio, di tutta la Lombardia. Sono ben 14: quattro sono parchi regionali e dieci sono Plis (ovvero parchi locali di interesse sovracomunale). Questi ultimi sono più piccoli, nati per iniziativa di sindaci che si sono riuniti gruppi per creare ad esempio il Parco Rio Vallone, Parco Molgora, Parco Cavallera e così via. Ciascuno ha il suo staff, il suo consiglio direttivo e le sue iniziative. Ma la Provincia ha sottoposto ai sindaci un nuovo progetto, unico in Italia: unire tutti i Plis per creare un unico grande parco sovracomunale brianzolo. Lo scopo? «Gli obiettivi sono tanti ha spiegato il consigliere provinciale Pd Domenico Guerriero, che ha la delega alla pianificazione territoriale e di vario tipo. Perché avere dieci parchi su un territorio così piccolo, quando è possibile unire le forze e i progetti facendo davvero rete? Con l'unione infatti si potrebbe favorirebbe l'imposizione di vincoli più stringenti e ciascuno potrebbe portare le sue esperienze, le sue risorse e vederle inserite in un quadro più ampio, con respiro provinciale». Il super Plis targato Brianza sarebbe composto dai dieci parchi per un totale di 47,83 chilometri quadrati: Brughiera Briantea, Brianza Centrale, Grugnotorto, Cavallera, Media Valle Lambro, Molgora, Rio Vallone, Valletta, dei Colli briantei, Est delle Cave. A connetterli penserebbero i corridoi ecologici («strisce verdi» intoccabili) previsti dal piano territoriale di coordinamento della Provincia. La nascita è destinata ad avvenire per gradi: «Ora è necessario ha aggiunto Guerriero che ciascuno dei Consigli comunali deliberi l'adesione e si crei lo staff operativo del nuovo Parco». «L'idea è buona spiega Riccardo Borgonovo, sindaco di Concorezzo , ma va attuata con attenzione. I Plis sono per ampie zone di proprietà privata, imporre nuovi vincoli potrebbe essere penalizzante. Questo super parco potrebbe avere un senso solo in una logica di valorizzazione e di fruibilità». «Credo sia ormai nella coscienza di tutti gli amministratori che sia necessario il cambio di rotta rispetto al consumo di suolo commenta il vicepresidente della provincia Roberto Invernizzi , ma soprattutto è necessario pensare al territorio non urbanizzato non come uno spazio vuoto ma come un elemento da difendere da ogni futura possibile edificazione. Azione urgente nella provincia più cementificata d'Italia con il 54 di territorio occupato».