Tre capolavori recuperati dai carabinieri: quello di maggior valore ha la storia più affascinante. È Violin e bouteille de bass , un Picasso datato 1912, pieno periodo cubista, (stimato 15 milioni), dai toni che virano dal grigio al marrone, mostrato ieri dai militari del comando Tutela patrimonio culturale e dal ministro Dario Franceschini. Accanto all'olio su tela dell'artista spagnolo ci sono un imponente Mitra Tauroctono, scolpito tra il II e III secolo D.C e l'olio Veduta di piazza San Marco attribuito all'artista seicentesco Luca Carlevarijs. «Sono ritrovamenti eccezionali», commenta Franceschini. Il Picasso è stato scoperto a Venezia, era nella casa d'aste Sotheby's, in attesa di un attestato di libera circolazione, con un prezzo «sospetto» di un milione e 400 mila euro. Il proprietario, un corniciaio romano in pensione, racconta di averlo avuto in dono da un cliente, come ringraziamento per la sostituzione gratuita del vetro sulla foto della moglie defunta. Lo avrebbe poi conservato per 36 anni senza particolare cautela, sino alla scoperta di chi fosse l'autore. L'indagine sul Picasso è aperta come quella sull'olio seicentesco, rubato nel 1984 nella casa di un privato romano.