SI è conclusa da poco la settimana della cultura numero sette (16-22 maggio 2005), organizzata dal Ministero per i beni e le attività culturali: si sono avute conferenze e manifestazioni di vario genere, l'ingresso ai musei statali è stato gratuito per tutti, con orario opportunamente prolungato e con guide specializzate, si sono ottimamente organizzate visite anche in antiche dimore storiche abitate tuttora da privati. È stato come additare all'attenzione dei cittadini il nostro patrimonio, immenso per quantità e qualità, per invitare alla riflessione su cosa tale possesso significhi per l'Italia, privilegio dalla sorte, ma anche responsabilità verso il mondo intero. Ciò è ineludibile, particolarmente per noi, che proponiamo agli elettori una politica di valori, tra i quali non manca una feconda conservazione dell'identità culturale della nazione. La produzione artistica presente sul nostro territorio, infatti, non è di certo l'ultimo e trascurabile elemento dell'immagine italiana che vogliamo tramandare. Riteniamo, dunque, che nelle nostre proposte didattiche, rivolte ai giovani che frequentano la Scuola di formazione di Alleanza nazionale, nel momento in cui ci accostiamo agli accadimenti d'Italia e d'Europa, non debba mancare un riferimento alla storia dell'arte. Parimenti, nell'affrontare i problemi di gestione della cosa pubblica, dovrebbe esserci spazio per considerazioni riguardanti la conservazione, la valorizzazione e la fruizione di tutta l'eredità culturale che possediamo. Diremo, anzi, di più: nel rilancio della nostra economia, non dovrebbe mancare il capitolo dei beni culturali, che costituiscono una fondamentale attrattiva turistica e, quindi, una notevole risorsa di bilancio. Vivendo in Italia e volendo partecipare attivamente alla politica nazionale e locale interessandosi della cosa pubblica, secondo noi non è, quindi, possibile trascurare una i beni culturali, ovunque presenti nel nostro territorio: sono, invece, da invertire alcune priorità, a tutto loro vantaggio. Strade, castelli e cattedrali C'è un modo di leggere la storia di un popolo, cui talvolta ci è capitato di accennare nelle nostre righe: è, appunto, l'osservazione delle architetture e delle soluzioni urbanistiche, che parlano spesso più di altre fonti librarie ed epigrafiche. Senza parole - e, quindi, anche senza artifici ed inganni -, come accade ai reperti archeologici di più antica data, riescono a spiegarci le istituzioni ed i gusti dei nostri antenati con la precisione, perfino cronologica, che non riesce nemmeno ai racconti scritti più dettagliati. È il caso allora di soffermarsi sull'argomento, in maniera meno episodica. L'immagine che la civiltà romana ha lasciato di sé è indubbiamente legata alla fitta rete di strade che percorre tutto l'Impero: in senso ri-duttivo, alcuni storici ne sottolineano soltanto l'aspetto militare, trascurandone sia l'alto livello raggiunto'dalla progettazione e dalla realizzazione (quindi, l'aspetto artistico e tecnologico), sia gli scambi che, per mezzo di esse, avvenivano quotidianamente, contribuendo alla formazione del popolo europeo, sopravvissuto - fino ad oggi - alla dissoluzione della struttura politica che s'irradiava da Roma, su quelle arterie commerciali e culturali. Ardite opere pubbliche, che, come i maestosi acquedotti tuttora utilizzati, testimonierebbero il senso dello Stato dei Romani, anche se non possedessimo la loro vasta e preziosa letteratura Degli abitanti dell'antica Creta si racconta che ritenessero il mare la loro migliore difesa, ma, in genere, è un'arcigna cinta muraria a circondare le città d'ogni epoca e d'ogni latitudine, con tanto di torri, col doppio scopo di avvistare in tempo il nemico e rovesciargli dall'alto ogni sorta di proiettili: l'uso della polvere da sparo mutò dimensioni e forme dell'una come delle altre, ma non cambiò di molto le loro funzioni e, quindi, il loro significato all'occhio dello studioso. Cosa diversa è quando torri e fortificazioni si trovano non ai margini dei centri abitati ma al loro interno: lì è chiaro che si tratta di simboli del potere, indizio evidente di lotte intestine tra famiglie contrapposte, come a San Gimignano, a Tarquinia e nella stessa Roma. La torre si trasforma spesso in castello, ma fossati e ponti levatoi, in mezzo ai centri abitati, ci raccontano che i proprietari temevano assalti anche dai loro concittadini: a Ferrara un ottimo esempio, ben conservato, ora divenuto museo e sede della Provincia. Un archeologo di un domani lontano, di fronte alle tante e splendide cattedrali italiane ed europee, comprenderebbe le radici cristiane del Vecchio Continente meglio che leggendo la sua carta costituzionale. Dalle ampie piazze antistanti ricaverebbe la consuetudine dell'afflusso popolare, non solo in occasione di ritualità religiose: la Chiesa come punto di riferimento morale e civile. Superando le Alpi o spingendosi fin oltre la Manica il medesimo esperto d'antichità, vedrebbe le varianti interne a quelle radici comuni, l'iconoclastia luterana ed anglicana o il laicismo giacobino, nelle evidenti tracce di sconsacrazione e di diverse utilizzazioni, o negli interni privi dei capolavori della fede e dell'arte che rendono, invece, l'Italia meta appetibile per il turismo mondiale. Per noi, dunque, il gravoso ma affascinante compito di conservare la leggibilità di tanto passato, di aprirlo ad una fruizione sempre più ampia e, nel momento in cui ne traiamo insegnamenti per il nostro futuro, di renderlo una voce sempre più importante della nostra progettualità politica ed economica Delegato per la didattica nei corsi giovanili della Scuola di formazione politica
Beni culturali e politica: connubio necessario
La settimana della cultura è stata conclusa con conferenze e manifestazioni di vario genere. Il Ministero per i beni e le attività culturali ha offerto l'ingresso ai musei statali per tutti, con orario prolungato e guide specializzate. Le visite sono state organizzate anche in antiche dimore storiche abitate da privati. L'articolo sottolinea l'importanza della conservazione dell'identità culturale della nazione e della produzione artistica presente sul territorio. La storia dell'arte è stata presentata come un riferimento importante per i giovani. L'articolo sostiene che la conservazione dei beni culturali è fondamentale per il rilancio dell'economia e per la fruizione turistica.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo