Con il contributo di 600.000 euro della Fondazione Caripit riaprirà Palazzo Galeotti. Ancora da trovare invece la soluzione per il Museo di scienze naturali PESCIA. Tra circa un anno, nei primi mesi del 2016, sarà riaperto al pubblico il piano nobile di Palazzo Galeotti, in piazza Santo Stefano, sede del Museo Civico chiuso ai visitatori dal lontano 1997. Lo annuncia l'assessore alla cultura Barbara Vittiman: «A breve partirà la prima tranche di lavori per ristrutturare una parte dell'edificio. Questo perché abbiamo recuperato un finanziamento di 600.000 euro della Fondazione Cassa di Risparmio Pistoia e Lucchesia, fermo da tempo e mai utilizzato (esattamente dal 2011, ndr). Avevo sperato di riaprire il complesso entro l'anno, ma quel termine non riusciamo a rispettarlo, slitterà però solo di pochi mesi». L'accelerata all'intervento è contestuale alla nomina del pesciatino Emanuele Pellegrini, professore in Storia dell'arte all'Istituto Alti Studi Universitari di Lucca, come presidente del comitato scientifico dei musei civici, organismo che avrà il compito di promuovere il patrimonio storico, artistico e culturale del territorio. Lo stesso Pellegrini sarà il consulente del Comune per individuare gli altri cinque membri del comitato, i cui aspiranti dovranno passare da un pubblico avviso e dalla valutazione dei curriculum. «Tutte queste persone svolgeranno il loro compito a titolo gratuito spiega Vittiman la costituzione del comitato è necessaria per la riapertura del Museo Civico, che dovrà essere allestito e le sue opere catalogate. Pellegrini è un profondo conoscitore del patrimonio di Pescia, ha lavorato e ha già studiato in passato sul materiale che verrà esposto a Palazzo Galeotti. Lui ci aiuterà a scegliere le personalità giuste per questo incarico. Procederemo all'inventario e alla catalogazione anche in collaborazione con i laureandi dell'Istituto Alti Studi di Lucca, dove ci sono archivisti, storici dell'arte, architetti: per loro questo incarico rappresenterà una preziosa esperienza nel campo dei beni culturali». Torneranno così alla luce le opere d'arte relative alla storia di Pescia e della Valdinievole rimaste nell'oblio per anni: la collezione Ansaldi, per esempio, donata in passato al Comune (2.600 dipinti e 300 sculture riferibili a un periodo che va dal Medioevo fino ai giorni nostri) e altri 2.000 dipinti e una collezione di 40 opere di grafica contemporanea dedicata al "fiore", frutto di un concorso internazionale che veniva indetto durante la Biennale. È ancora in fase di stallo, invece, la questione del Museo di Scienze Naturali e di Archeologia, con i suoi reperti "dimenticati" in una porzione del carcere di Veneri, da quando i reperti sono stati sfrattati dall'ex pretura di piazza Leonardo Da Vinci, precedente sede del museo, per far posto alla sede dell'Agenzia delle entrate. «Durante il periodo dell'Expo allestiremo un'esposizione temporanea al Mefit, ma naturalmente ciò non ci soddisfa aggiunge l'assessore alla cultura per ora non abbiamo ancora chiara quale sarà la sede definitiva del Museo di Scienze Naturali. Ci sono diverse cose in ballo: entro la fine dell'anno, infatti, l'Asl dovrebbe lasciare lo stabile in piazza Venti Settembre e noi potremo spostare lì gli uffici comunali ora in piazza Obizzi, dove potrebbe trovare posto a quel punto il Museo. Ma sono tutte soluzioni da valutare».