Una ricerca durata tre anni è diventata un Atlante Così la Regione dimostra quanto è importante investire di Silvia Gorgi Un cantiere in continua evoluzione, questo è la cultura nella nostra regione. «Per 25 anni ci siamo totalmente dimenticati di questo settore, che procedeva da sé visto il suo importante patrimonio. Solo cinque anni fa parlare di binomio fra turismo e cultura sembrava sminuire entrambi. Ora si parla tanto di Expo, e dell'offerta culturale da approntare per far diventare l'Italia un museo diffuso». L'assessore regionale Marino Zorzato presenta con queste parole l'Atlante Veneto della Cultura. Lo fa a Piazzola sul Brenta, a Villa Contarini, mentre a Verona è in corso Vinitaly («dovremmo essere un piccolo Expo ogni anno»), a pochi giorni dal riconosciuto ruolo di Teatro Nazionale allo Stabile del Veneto dopo l'unione di Venezia e Padova con Verona («fatto di grande importanza per la distribuzione dei fondi nazionali, uno dei sette in tutta Italia»). Il settore della cultura, ammette l'assessore, è «il primo che si taglia perché porta meno risultati in termini elettorali. Invece è strategico, e l'Atlante lo dice in maniera chiara. E se pensiamo a un Veneto fra 10-20 anni con un Pil che da 12 passa a 24 miliardi, con turisti da 16 milioni a 30, lo possiamo fare attivando la Cultura». Servono economie di scala, reti costruite: «È necessario ci siamo soggetti trainanti, come può essere la Fenice, ma la diffusione e densità degli operatori sono la reale chiave di lettura». L'Atlante analizza tre anni con dati realistici: «Abbiamo chiamato tutti ad una responsabilizzazione per la creazione delle reti, unendo associazioni, province, comuni» spiega Maria Teresa De Gregorio, direttore del Dipartimento cultura in Regione. «Forse anche grazie a questo momento di consapevolezza politica della cultura è possibile parlarne in termini di motore di ripresa di un territorio, e credo che la Regione, dai vari operatori, non sia considerata una sorta di Croce Rossa cui appoggiarsi, ma un ente di programmazione territoriale quale deve essere. Stiamo lavorando anche con i privati, ad esempio nel settore cinema stanno partendo giornate di informazione sulle potenzialità per le imprese, grazie a tax credit, tax shelter, product placement, con incontri con Confindustria veneta e il sistema camerale del Veneto». Sarà importante, assicurano gli esperti, saper gestire sul territorio eventi completi per arrivare a un rovesciamento dell'attuale: ovvero vendere prima la cultura e come sottoprodotto il turismo. Perché un Atlante. Perché gli Atlanti e le mappe che si studiavano a scuola sono percorsi dell'Umanità, sono conoscenza fra i popoli. È dunque uno strumento di conoscenza. Così lo spiega Federculture, che ha elaborato il progetto. È la prima volta che si fa in Italia, è il numero zero. Sarà fondamentale per capire cosa è andato bene o male. La cultura in questo studio viene vista in maniera circolare, è legata alla domanda e ai consumi e il metodo utilizzato è quello dei cartogrammi; ad esempio, sapere quanti teatri ci sono, in base alla popolazione, dà termini di confronto utili per capire cosa manca e cosa c'è da fare. Densità dei luoghi di cultura. Il Veneto ha 281 musei su 3.846 complessivi in Italia, il 7, un museo ogni 3 comuni. La presenza delle biblioteche è di 1,2 ogni 10 mila abitanti, la densità più alta in Italia; abbiamo un teatro ogni due comuni, in Francia ci sono 937 teatri, in Veneto 420, quindi la metà di quelli francesi, in Spagna 1194. I comuni veneti con una biblioteca sono il 90. Il 40 dei comuni ha uno spazio teatrale, in Lazio il 20. L'indice di frequentazione dei Musei da parte della popolazione residente è del 164 in Veneto, nel Sud è del 60. Spesa delle famiglie in cultura. Il Veneto è la quarta regione, ogni famiglia per andare a teatro, cinema, musei, spende 1.450 euro all'anno, ossia uno stipendio, cinque volte più di una famiglia siciliana. In alcuni settori - teatro e musica - la spesa è incrementata del 18, quando a livello nazionale è scesa del 1,4. Turismo e cultura. 61 milioni di presenze in Veneto, con 16 milioni di persone, significa che un turista permane in media 4 giorni, quando la media nazionale è di 3. Risorse pubbliche. A livello nazionale il dato è un taglio del 26, il Comune di Roma ha tagliato il 25, in Veneto fra 2010 e 2012 è stato tagliato il 2. La Regione nel 2013 ha investito il 4,3 in cultura. Dati questi su cui lavorare per rendere la cultura sempre più viva e vicina alle persone e, nella visione degli esperti, più che elemento di crescita e sviluppo, di progresso, non solo economico ma anche sociale.
Dai musei al teatro l'oro del Veneto si chiama Cultura
L'assessore regionale Marino Zorzato presenta l'Atlante Veneto della Cultura, un'opera di ricerca che analizza i dati della cultura nel Veneto per 25 anni. L'Atlante mostra che il settore della cultura è il primo che si taglia in termini di risultati elettorali, ma è strategico e può essere un motore di ripresa per il territorio. La cultura è legata alla domanda e ai consumi, e l'Atlante utilizza metodi di cartografia per analizzare i dati. Il Veneto ha 281 musei su 3.846 complessivi in Italia, e la presenza delle biblioteche è alta. La spesa delle famiglie in cultura è alta, con 1.450 euro all'anno, e il turismo e la cultura sono legati.
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