BARLETTA IL SINDACO HA PROTOCOLLATO LE DIMISSIONI MA POTREBBE FARE MARCIA INDIETRO NON è un gesto di sfiducia politica ma una diversa valutazione sull'urbanistica. All'indomani delle dimissioni del sindaco Pasquale Cascella, a Barletta infuria la polemica. Ad alimentarla gli otto consiglieri di maggioranza che hanno fatto mancare il loro sostegno al Putt. Il pomo della discordia è stato nella mancata approvazione degli adempimenti Piano urbanistico territoriale bocciato con il voto contrario dell'opposizione ma anchedi otto rappresentanti di centrosinistra Doronzo, Campese, Rosa Cascella, Di Cataldo, Di Paola e Mazzarisi seguito a una settimana di distanza dalla mozione di fiducia non votata nel Consiglio dello scorso martedì. «L'elemento del contendere - ha spiegato l'ex assessore regionale Maria Campese (Sinistra Unita per Barletta) - era l'adesione a un piano urbanistico ormai scaduto, alla quale preferiamo un adeguamento al nuovo Piano Paesaggistico Regionale. Non si è trattato di un atto di sfiducia al sindaco, ma di mancata condivisione del singolo provvedimento». La decisione dell'ex portavoce di Napolitano è però figlia di altri strappi, dettati anche dalla mai trovata pax politica con alcuni esponenti del centrosinistra cittadino, identificabile nei tanti debiti fuori bilancio mai approvati o dalle diatribe con l'area del Partito Democratico che hanno riguardato anche punti programmatici come unioni civili e ecocentro. Lo scivolone sull'urbanistica ha aperto la contesa delle valutazioni sui social network, alla quale i consiglieri comunali hanno risposto "presente": costanti gli inviti del centrosinistra a non giocare con l'onestà intellettuale e con gli impegni presi con la città, mentre nel centrodestra Dario Damiani (Forza Italia) ha definito una "commedia" le dimissioni non irrevocabili di Cascella. Tanto che nella mattinata si era diffusa la voce, poi smentita, che il sindaco non avesse nemmeno protocollato l'atto. Il balletto delle ipotesi ha avuto ufficialmente il via: sono in molti a bisbigliare che la scelta di Cascella sia stata dettata dalla mancata convergenza di visioni con i consiglieri Caracciolo e Ventura e possa condurre ora a una revisione del perimetro di maggioranza con l'ingresso del Psi o alla ricomposizione della coalizione originaria. Non una reale intenzione di abbandonare la poltrona, dunque, ma un tentativo di ricompattare una maggioranza spaccata con un gesto politicamente estremo con un occhio rivolto dal Pd anche alle incombenti Regionali. Se questo non accadrà, l'addio di Cascella allo scranno di Corso Vittorio Emanuele diverrà definitivo. Ma la partita è ancora aperta. Il sindaco ha venti giorni di tempo per decidere di revocare le sue dimissioni.
BARLETTA - I ribelli a Cascella: "Non è una sfiducia"
Il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, ha protocollato le sue dimissioni, ma ci sono molte ipotesi sulla sua vera intenzione. Alcuni pensano che sia un gesto politico per ricompattare la maggioranza, mentre altri ritengono che sia un atto di sfiducia politica. L'ex assessore regionale Maria Campese ha spiegato che le dimissioni non sono state un atto di sfiducia, ma una diversa valutazione sull'urbanistica. La decisione del sindaco è ancora aperta e ha venti giorni di tempo per decidere di revocare le sue dimissioni. La polemica è ancora in corso, con i consiglieri comunali che hanno risposto "presente" alle critiche del centrosinistra.
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