L'inchiesta di Repubblica convince Franceschini a fare chiarezza. Le ristrutturazioni dei superalloggi pagate con soldi pubblici IL MINISTERO per i Beni culturali invia a Genova gli ispettori per indagare sull'operato della direzione regionale, a Palazzo Reale, denunciato dalla Cgil e raccontato da Repubblica. Le ispezioni, sono disposte dalla direzione generale del Mibact, per istruzione diretta del ministro. Dario Franceschini, dunque, ha deciso di andare a vedere ciò che già dal 16 dicembre 2014 gli veniva segnalato dal dossier della Cgil. E attende gli esiti del lavoro dei suoi tecnici per decidere se prendere provvedimenti sul "caso" Genova. MICHELA BOMPANI «IN MERITO alle notizie riportate negli ultimi giorni sugli organi di stampa, il Ministero rende noto di aver avviato il 19 marzo un'ispezione presso gli uffici della ex direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Liguria», si legge in una nota del Mibact, diramata ieri pomeriggio. «Finalmente si muove qualcosa - sorride Claudio Meloni, coordinamento nazionale Fp Cgil del Mibact che ha firmato il dossier in cui venivano chieste spiegazioni, al ministro Franceschini, circa alcune operazioni condotte dall'ex direttore regionale Maurizio Galletti - per noi è imporl'esito tante l'assunzione di responsabilità che è avvenuta a livello centrale. Adesso attendiamo i risultati, poi trarremo le nostre valutazioni ». Non c'è un tempo standard per il reperimento delle informazioni da parte dei tecnici di Franceschini, solitamente il lavoro degli ispettori non si protrae più a lungo di una trentina di giorni. «Chiederemo ufficialmente della missione - dice Meloni, ma mette in guardia - e sulla base dei risultati ci regoleremo su come procedere. Vedremo se l'amministrazione adotterà misure conseguentemente ai risultati raggiunti. Se nulla avverrà, i nostri consulenti legali valuteranno altre strade da intraprendere ». E il percorso è quello, eventuale, della Corte dei Conti. Cosa cercheranno gli ispettori? Studieranno le carte per capire come sia andata la vicenda della ristrutturazione dell'appartamento di servizio, a Palazzo Reale, da parte dell'ex direttore regionale Maurizio Galletti. Anche alla luce delle segnalazioni della Uilbac - oltre a quelle successive e dettagliate della Cgil - proprio appena erano stati completati i lavori di ampliamento, nel pieno dell'agosto 2012. Dare risposte alle domande del perché è avvenuta una trasformazione da uffici pubblici ad appartamento privato, ancorché ad uso foresteria, dell'allora direttore regionale, utilizzando fondi che, accusano i sindacati, «vennero distratti da restauri e interventi urgenti di cui necessita il nostro patrimonio ». Anche se lo stesso Galletti rimbalza con analoga forza ogni accusa mossagli dai sindacati: «Sono tutte illazioni, tutto è già stato spiegato una volta al ministero, ora lo rispiegherò». Galletti però, segnalano i sindacati, anche se è in pensione dallo scorso 9 dicembre, sarebbe ancora presente, seppur saltuariamente, negli uffici, perché comunque ha mantenuto l'incarico di "Rup", responsabile unico del procedimento per diversi, importanti, cantieri in Liguria. Gli ispettori dovranno di capire come Galletti abbia gestito l'auto di servizio, l'unica a disposizione delle quattro soprintendenze liguri, per tutti i sopralluoghi. E perché, come indicano i sindacalisti Cgil, arrivassero contravvenzioni comminate a Roma nel week end, quando l'auto avrebbe dovuto rimanere in via Balbi, a Palazzo Reale, sede della direzione regionale. Cercheranno di approfondire le tante segnalazioni sull'assegnazione di appalti con affidamento diretto per diversi cantieri. E non si fermeranno allo stesso Galletti. Perché le nuove indicazioni date dai sindacati della Cgil mettono sotto la lente di ingrandimento anche l'operato del predecessore di Galletti, nello stesso ufficio, il vertice dell'apparato dei Beni culturali in Liguria: l'ex direttore regionale Pasquale Bruno Malara. Alle prese, anche lui, affermano i sindacalisti, con un paio di appartamenti che avrebbe voluto realizzare all'ultimo piano dell'ex complesso quattrocentesco di San Giuliano, al posto di uffici pubblici. Invece delle classiche celle, due appartamenti con terrazzo all'ultimo piano, con gli attacchi, già pronti per cucine e bagni. «Ristrutturazioni pagate con i soldi destinati agli infissi del complesso», attaccano i sindacati. La direzione regionale, oggi, non esiste più. È stata sostituita, proprio dalla riforma, dal segretariato regionale, dove si è appena insediata la nuova dirigente Elisabetta Piccioni, che ha già comunicato al ministero la piena disponibilità a rendere agevole e sereno il lavoro degli ispettori.
Palazzo Reale e Abbazia gli abusi scuotono Roma Il ministro invia gli ispettori
Il Ministero per i Beni culturali ha avviato un'ispezione presso la ex direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Liguria, a seguito di segnalazioni della Cgil e della Uilbac. L'ispezione è stata richiesta dal ministro Dario Franceschini, che attende gli esiti del lavoro dei tecnici per decidere se prendere provvedimenti sul "caso" Genova. Gli ispettori indagheranno sulla ristrutturazione dell'appartamento di servizio a Palazzo Reale, utilizzato dall'ex direttore regionale Maurizio Galletti, e sulla gestione dell'auto di servizio. Saranno anche indagati gli aspetti relativi all'assegnazione di appalti con affidamento diretto per diversi cantieri.
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