UN CARTEGGIO lungo cinque mesi. Senza ottenere una risposta. Dal settembre 2012 al febbraio 2013. Tra i rappresentanti sindacali UilBac che chiedevano costi e motivazioni dei lavori con cui il direttore regionale Maurizio Galletti aveva ampliato l'appartamento di servizio a Palazzo Reale, inglobando uffici pubblici. Perché il caso dell'"appartamento reale", anche se confinato tra le chiuse mura dell'antica dimora e il ministero, era già scoppiato una volta. Ed era finito come la polvere, sotto il tappeto. È il 13 settembre 2012 e dagli uffici genovesi della Uilbac parte una lettera indirizzata al direttore regionale dei Beni culturali della Liguria, Galletti. «Nel mese di agosto scorso sono stati fatti lavori di ampliamento dell'alloggio di servizio di abitazione, annettendo locali adiacenti in dotazione all'ufficio di segreteria del Soprintendente per i Beni architettonici», scrivono i sindacati, chiedendo di spiegare «lo scopo di tali ampliamenti svolti con singolare celerità e il capitolo di spese cui si è fatto riferimento ». Soprattutto perché ci sono «lavori urgenti in attesa di essere svolti da anni per la messa a norma del Laboratorio di restauro della Soprintendenza Storico artistica, in cui dovrebbe confluire anche il personale del Laboratorio della Soprintendenza ai Beni Architettonici che occupano locali fuori norma». Insomma, i restauratori lavorano in locali fuori legge, ma il direttore ha fatto i lavori nel suo appartamento ad uso foresteria. Silenzio. Passa un mese e il 15 ottobre interviene il ministero per i Beni culturali. Invia una lettera a Galletti in cui «prega la SV di corrispondere» ai sindacati le informazioni richieste. Silenzio. E la Uil che torna a scrivere, il 12 novembre, questa volta al segretariato generale del ministero e a Galletti, in copia. Chiedendo le stesse cose: quanti soldi e perché. Silenzio. Il 16 novembre interviene nuovamente il ministero e scrive a Galletti «si chiede a codesti uffici di voler fornire notizie in merito anche alla scrivente Direzione ». Insomma, sono due i richiami del ministero a rispondere, entrambi firmati dall'allora direttore generale per il Paesaggio, Maddalena Ragni. Finalmente, è il 21 dicembre e Galletti si mette al computer. Giustifica la risposta tardiva («avendo dovuto affrontare altre emergenze e avendo dovuto rinvenire dagli atti i documenti esplicativi») e allega le motivazioni, insieme ai «migliori auguri di buone Festività natalizie». Galletti risponde con un documento dal titolo "Foresterie" nel quale spiega che non è stato lui ad ampliare l'appartamento ad uso foresteria, ma il precedente soprintendente, Giorgio Rossini, ad aver trasformato in uffici ad accesso pubblico gli appartamenti. E che avrebbe scelto di razionalizzare gli uffici per «il disagio sofferto dalle addette alla segreteria che per sette anni hanno dovuto prelevare la posta al piano terra e portarla con carrelli al quinto piano», inoltre l'appartamento sarà aperto al pubblico per visite guidate. La Uil ci riprova un'ultima volta, l'8 febbraio 2014: «La risposta è insoddisfacente, a quale programmazione, numero di perizia, numero di capitolo di bilancio ed ammontare di spesa si è fatto riferimento per i lavori di ampliamento dell'alloggio di servizio del direttore regionale, con accorpamento degli uffici della soprintendenza?». Silenzio. ( michela bompani)