Nel suggestivo appartamento del Doge di palazzo Ducale, la mostra sul "candore arcaico". Un nuovo punto di vista sull'artista famoso per le atmosfere oniriche, i quadri raffiguranti foreste e paesaggi incantati, dipinti con uno stile inconfondibile. 41 capolavori di un autore che ha la sua rivincita tardiva: negli anni '50 era passato quasi inosservato durante una Biennale Il Doganiere ha conquistato Venezia. Le sontuose sale dell'Appartamento del Doge, all'interno di Palazzo Ducale, hanno aperto le porte ad Henri Rousseau, pittore autodidatta sofisticato e originale, che fu a lungo snobbato dalla critica come naif e oggi è considerato tra i pioniere dell'arte moderna. La mostra, accompagnata dal sottotitolo "Il candore arcaico", segna un nuovo appuntamento con il ciclo delle grandi esibizioni immaginate per la città dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dal suo direttore, Gabriella Belli. Dopo l'imponente monografia del 2013 su Manet, anche stavolta l'occasione è importante: grande e impeccabile il lavoro di ricerca svolto, che ha garantito un risultato di altissimo livello. L'intensa esperienza artistica di Rousseau dialoga, grazie al contributo scientifico del Musée d'Orsay di Parigi e a una serie di prestiti eccellenti, con una sessantina di opere che spaziano dal '400 ai suoi contemporanei, rivelando relazioni con molti grandi maestri, primi estimatori di quel linguaggio innovativo. L'artista (Laval, 1844 Parigi, 1910), dopo alcuni anni di vita militare, lavorò negli uffici daziari di Parigi, incarico cui dovette il soprannome il "Doganiere", alternando questa attività a quella artistica. Trascorso un primo periodo dedicato a ritratti e vedute di Parigi, negli anni 90 passò a raffigurazioni fantastiche di paesaggi tropicali e giungle rigogliose e irreali, abitate da animali, che realizzava mentre nel panorama europeo si affermavano le avanguardie. I suoi ammiratori maggiori furono gli artisti più giovani, tra cui Picasso, Odilon Redon, Paul Gauguin, Georges Braque, astri nascenti dellavanguardia parigina che gli dettero una risonanza internazionale. LE IMMAGINI Nel 1910 lartista americano Max Weber gli propose di organizzare una sua mostra personale negli Stati Uniti. Rousseau non poté cogliere la grande opportunità perché morì a Parigi quello stesso anno. La sua naivité francese, che per decenni i critici giudicarono degna solo della retroguardia, in realtà ebbe il merito di andare oltre le avanguardie storiche, riuscendo a stabilire un punto di inizio per certa pittura del Novecento europeo. L' immensità della pittura di Henri Rousseau che evoca paesaggi esotici, belve dallo sguardo umano e scenari da naturalismo magico si ridimensiona diventando quasi una miniatura ricchissima di dettagli nell'autoritratto-paesaggio (titolo originale Moi-même) olio su tela realizzato nel 1890, che sorprende arrivando nella seconda sala dell'esposizione. L'autore si è rappresentato in primo piano a figura intera, con sullo sfondo il lungo Senna e altri elementi di modernità della Parigi alla fine del XIX secolo: sulla sinistra si nota la Tour Eiffel, l'elemento centrale è un ponte di metallo ed in cielo c'è una mongolfiera. Nessuna prospettiva, proporzioni verosimili e colori naturali, mettono in risalto il pittore che vestito di nero tiene stretti in mano i simboli della sua arte, pennello e tavolozza. In realtà, l'attuale esposizione è un ritorno dell'artista a Venezia: nel 1950, durante la Biennale, alcuni suoi dipinti giunsero in mostra nella città lagunare, senza però trovare l'attenzione che meritavano. Henri Rousseau fu figura di riferimento anche per intellettuali come Apollinaire e Jarry, per grandi collezionisti come Wilhelm Uhde, ma anche per tanti pittori che precedettero e superarono le avventure del cubismo e del futurismo: da Cézanne a Gauguin, da Redon a Seurat, da Marc a Klee, da Morandi a Carrà, da Frida Kahlo a Diego Rivera, oltre a Kandinsky e Picasso. Tutti artisti presenti in mostra con capolavori databili tra il 1886 e il 1910. Il suo realismo carico di candore, influenzò la formazione della nuova pittura astratta europea, debitrice dell'atteggiamento visionario:"Che uomo meraviglioso era questo Rousseau!", disse infatti di lui Vasilij Kandinskij a Franz Marc.
la Repubblica
24 Marzo 2015
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Venezia riscopre il Doganiere Rousseau
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Valentina Tosoni
la Repubblica
Riassunto in 200 parole:
La mostra "Il candore arcaico" si tiene all'Appartamento del Doge di Palazzo Ducale a Venezia. L'artista Henri Rousseau, noto per le sue atmosfere oniriche e paesaggi incantati, è stato esposto per la prima volta a Venezia dopo la sua morte. La mostra raccoglie 41 capolavori dell'artista, tra cui opere databili tra il 1886 e il 1910. Rousseau fu un autodidatta che lavorò negli uffici daziari di Parigi e alternò questa attività a quella artistica. I suoi ammiratori maggiori furono gli artisti più giovani, tra cui Picasso, Odilon Redon e Paul Gauguin.
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