«NON VOGLIO pensare che si possano avere gli Uffizi chiusi per Pasqua ». Il giorno dopo la conferma da parte dei sindacati che il 4 e 5 aprile, week end di Pasqua, i lavoratori dei servizi aggiuntivi dei musei statali fiorentini incroceranno le braccia, il sindaco Nardella è infuriato. E fa capire che «se ci fossero le condizioni per garantire comunque l'apertura nel momento di massimo afflusso di turisti, sarebbe utile che il ministro le prendesse in considerazione ». Traduzione: se Franceschini ricorresse alla precettazione, niente in contrario. La posta in gioco, per i lavoratori, è la conferma, o meno, dei posti di lavoro, in assenza di una clausola sociale vincolante, da parte dei soggetti che vinceranno i nuovi appalti per i servizi aggiuntivi. Ma che lo sciopero annunciato da Filcams Cgil e UilTucs sia «illegittimo» lo sostiene anche l'Autorità di garanzia per gli scioperi. Il rischio, per i sindacati, secondo l'autorithy, è di una multa fino a 100 mila euro e per i lavoratori la precettazione. Il sindaco, intanto, avverte di aver «nuovamente sentito il ministro», il quale, ricorda, «ha ribadito quello che è già stato detto ai lavoratori, e cioè che è intenzionato a garantire, con la clausola sociale, la continuità nel rapporto di lavoro agli addetti anche in caso di cambio di concessionario ». Una rassicurazione «rilevante », dice Nardella, che «spero sia sufficiente a evitare una situazione di emergenza, con code lunghissime negli altri musei della città e il fallimento della domenica gratis nelle gallerie, prevista dal Mibact proprio per Pasqua ». Gli oltre 300 lavoratori di Opera Laboratori fiorentini, però, insistono: la promessa del ministro non basta, le garanzie siano nero su bianco. La richiesta è di essere coinvolti nella stesura dei bandi da parte della Consip, spa del ministero dell'Economia a cui la riforma Franceschini affida i nuovi appalti per i servizi aggiuntivi. «Abbiano fiducia negli impegni di Franceschini», ribadisce Nardella. Secondo Massimiliano Bianchi segretario regionale Filcams «questi due Nardella sono inconciliabili: dire che ci appoggia e poi che ci precetta è per noi politicamente inaccettabile».