GLI elaborati sono arrivati sulle scrivanie del Comune venerdì scorso e hanno riaperto una vecchia ferita. Torna a Bari l'infinita storia di Punta Perotti, il complesso edilizio abbattuto nell'aprile 2006. I costruttori nelle scorse ore hanno infatti presentato una variante al piano di lottizzazione negli uffici della ripartizione Urbanistica di via Abbrescia. In pratica un nuovo progetto che prevede la riqualificazione di quel tratto a sud della città. Una seconda Punta Perotti insomma, ma immaginata diversamente: un parco urbano, il più grande d'Europa, con volumetrie minori e palazzine non superiori ai 26 metri d'altezza (rispetto ai precedenti 45 metri), da destinare a terziario e residenziale. Quindi, non solo appartamenti, ma anche uffici, attività commerciali al dettaglio e spazi per associazioni e tempo libero. Strutture però arretrate e in linea con l'edificato esistente per evitare l'effetto saracinesca, quello che ha generato il lungo contenzioso. "Non è un progetto edilizio di palazzine, ma un ripensamento di area vasta del lungomare. Anche i costruttori hanno maturato un pensiero più articolato che mette al centro la volontà di preservare e migliorare il parco" assicura Ottavio Di Blasi, l'architetto che con il suo studio di Milano ha avuto il compito di riprogettare quei suoli che la magistratura ha riconsegnato ai legittimi proprietari. Proprietari che hanno intanto costituito il Consorzio Parco Perotti e che vede tra le principali società la Sudfondi dei Matarrese e la Mabar degli Andidero con circa il 70 per cento di quote. "Qualunque cosa accadrà su quei suoli precisa ancora Di Blasi dovrà comunque tener conto del cambiamento e di due elementi importantissimi: ora c'è un parco pubblico che prima della demolizione non c'era e nel futo, ci sarà lo spostamento dei binari della ferrovia, con il famoso 'collo d'oca' a sud, che consentirà al quartiere Japigia di affacciarsi al mare". Le palazzine previste sarebbero collocate in isolati aperti per consentire la penetrazione del verde, mentre nella seconda fascia, quella più arretrata verso la ferrovia, assumerebbero un'altezza maggiore. I progettisti prevedono anche il ripensamento della viabilità interna, più arretrata e che consentirebbe di liberare il lungomare da asse di penetrazione per chi arriva da sud. "Un lungomare che noi immaginiamo a uso residenziale, affiancato da un parco che si sviluppa su circa 2 chilometri e mezzo" aggiunge l'architetto confi- dando in una presentazione pubblica del progetto ai baresi "affinché possano vedere nel modo giusto". "In quel parco c'è bisogno di città. Un città che lì evapora. E' un parco incastrato tra una strada a quattro corsie, quasi un'autostrada, e senza servizi. Io credo che l'opera possa essere realizzata in pochi mesi. E sono convinto conclude Di Blasi che un simile progetto possa permettere ai costruttori e al Comune di trovare un'intesa nell'interesse di tutti". Dal Comune non trapela al momento alcuna reazione. "Confermo che gli elaborati sono arrivati. Dovremo prima o poi analizzare il caso, ma al momento preferisco non commentare" spiega l'assessore all'Urbanistica Carla Tedesco che, nei mesi scorsi, a poche settimane dall'insediamento della giunta, assieme al sindaco Antonio Decaro ha informalmente incontrato i progettisti. Già un anno fa le stesse imprese presentarono un primo studio di fattibilità basato sul piano di rigenerazione urbana. Ora la palla passa quindi all'amministrazione comunale che, secondo l'iter, dovrebbe trasmettere gli elaborati alla Soprintendenza e convocare poi una conferenza di servizi con la Regione Puglia. Ma intanto il caso continuerà ad approdare nelle aule di tribunale dopo al decisione del Comune di costituirsi anche in appello contro le istanze di risarcimento avanzate dai costruttori.
la Repubblica
24 Marzo 2015
PUGLIA - Cinque piani in meno, torna Punta Perotti
FR
Francesco Petruzzelli
la Repubblica
Riassunto in 200 parole:
Il Comune di Bari ha ricevuto gli elaborati per la riqualificazione del complesso edilizio di Punta Perotti, demolito nel 2006. I costruttori hanno presentato una variante al piano di lottizzazione, che prevede la riqualificazione del tratto a sud della città in un parco urbano, il più grande d'Europa, con volumetrie minori e palazzine non superiori ai 26 metri d'altezza. Il progetto prevede la destinazione di spazi per terziario e residenziale, non solo appartamenti, ma anche uffici e attività commerciali.
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