Sull'agricoltura, gli emendamenti della commissione ambiente erano stati molto limitati. Il lavoro di mediazione tra le istanze ambientaliste e quelle delle imprese era in gran parte già stato raggiunto nell'accordo di dicembre tra gli assessori Anna Marson (urbanistica) e Gianni Salvadori (agricoltura) che aveva portato a una lunga riscrittura. Il testo adottato a luglio prevedeva la necessità di una «regimazione idraulico agraria e di contenimento dei versanti» (ovvero l'introduzione di siepi e di filari), nel caso di nuovo impianto o di reimpianto di vigne. Nella versione partorita a dicembre (ora confermata) si è passati a un meno stringente «garantire l'equilibrio idrogeologico» e «valorizzare l'agricoltura innovativa». Ma il governatore Rossi, ieri, ha tenuto a ribadire che nessuna versione del piano era contro lo sviluppo. E ha ricordato i 200.000 ettari di boscaglia che potranno essere restituiti all'agricoltura, anche all'interno di parchi naturali come quello dell'Elba. Ma «dobbiamo evitare il rischio di diventare, prima o poi, come le Langhe» ha detto Rossi: quindi mantenere una maglia agraria discontinua e valorizzare gli «assetti agrari tradizionali». Le modifiche successive, quelle della commissione ambiente, sono quasi impercettibili: succede, ad esempio, che la «criticità» rappresentata dal vivaismo pistoiese perda l'aggettivo «significativa»; così, nel passaggio a Roma, Rossi non ha toccato una virgola. Oppure, quando si diceva «favorire» la conservazione degli oliveti e la commissione aveva scelto di «favorire ove possibile», il governatore ha optato per «valorizzare». Più evidenti, invece, gli emendamenti che riguardano l'urbanizzazione delle campagne: se nel piano di dicembre si parlava di «evitare» i processi di urbanizzazione, la commissione aveva scelto il verbo «armonizzare», mentre Rossi, salomonicamente, ha preferito «ridurre». Così, il governatore ha anche reinserito lo stop alla «dispersione insediativa delle volumetrie connesse agli agriturismi» della Val d'Orcia. Inoltre, nelle consultazioni al ministero, è emersa una costante inserita in tutte le schede d'ambito, una frase che dice di no alle brutture fuori contesto: «Assicurare recita il maxi-emendamento che andrà in aula oggi che eventuali nuove espansioni () siano coerenti per tipi edilizi, materiali, colori ed altezze, e opportunamente inseriti nel contesto paesaggistico senza alternarne la qualità morfologica e percettiva». Niente più casi Monticchiello.
Toscana. Più coltivazioni, ma senza diventare come le Langhe
Il governo ha adottato un nuovo piano per l'agricoltura, che prevede la creazione di una maglia agraria discontinua e la valorizzazione degli assetti agrari tradizionali. Il piano è stato modificato dalla commissione ambiente, che ha introdotto emendamenti relativi all'urbanizzazione delle campagne e alla conservazione degli oliveti. Il governatore Rossi ha ribadito che il piano non è contro lo sviluppo e ha ricordato la possibilità di restituire 200.000 ettari di boscaglia all'agricoltura. Il piano prevede anche la creazione di siepi e filari per contenimento dei versanti e la protezione degli oliveti.
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