È il Piano del paesaggio di Rossi. Non quello del ministero, né quello degli estremisti, ambientalisti o sviluppisti che siano. Il presidente della Regione, il giorno prima del dibattito e del voto in Consiglio regionale sul Piano del paesaggio e sul suo maxi-emendamento, rivendica il successo politico del lungo impegno in prima persona comprese le trasferte romane con l'assessore all'urbanistica Anna Marson, madre della prima versione del piano per arrivare a un testo che tenga insieme uomo e natura, regole ed economia e che sia approvato dall'aula senza con il voto di tutta la maggioranza, senza poi essere bocciato dal ministero dei beni culturali. «Il paesaggio è l'identità della Toscana, un patrimonio mondiale e sono certo che domani (oggi, ndr ) il Piano paesaggistico sarà approvato, e lo stesso per il mio emendamento che è stato controfirmato da tutti i capogruppo del centrosinistra e che non sarà modificato. Ci sono state polemiche, diversità di opinioni anche nel Pd, ma la definizione di partito delle cave è solo denigrazione aggiunge Rossi Andando a Roma al ministero ho fatto il mio mestiere perché è la Costituzione che assegna allo Stato la tutela del paesaggio e così eviteremo di dare il via libera ad un testo che poi potrebbe essere bocciato. È un successo della politica e il mio impegno personale è stato importante. Questo piano non è del ministero, è nostro, del Consiglio regionale». Un atto, sottolinea il governatore, che «dimostra che la Toscana e il Pd agiscono per gli interessi generali, non sono succubi di lobby e localismi». «Non chiuderà nessuna cava, si potrà fare agricoltura, restano le strutture mobili sugli arenili scandisce Rossi Chi ha parlato di minacce al lavoro ha fatto una cosa grave e ingiustificata, in questo atto c'è grande attenzione al lavoro. Ci sono regole: vogliamo tutelare la bellezza nell'ambito delle trasformazioni necessarie per la vita economica e sociale». «Il paesaggio toscano conclude con la sua bellezza e unicità è sempre stato frutto dell'azione dell'uomo». Stamani la legge va in aula e l'opposizione è pronta a dare battaglia (il voto potrebbe arrivare nella notte) specie attorno al maxi-emendamento che il ministero in una lettera datata 23 marzo ha giudicato «proficuo», annunciando la sua «adesione al testo» se non sarà cambiato, mentre anche il Pd sottolinea il proprio contributo. «Il Pd è riuscito a far passare una posizione riformista e non ideologica afferma il segretario regionale dem, Dario Parrini Grazie al nostro impegno la Toscana salvaguarderà il proprio paesaggio come nessun altro, e lo farà senza eccessi settari, tutelando lo sviluppo e il lavoro».