Gentile signora Bossi Fedrigotti, ho assistito alcuni giorni fa alla conferenza stampa per la presentazione della mostra «Arte lombarda dai Visconti agli Sforza» tenutasi negli ambienti di Palazzo Reale che un tempo furono sede dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda, diretto dalla professoressa Maria Luisa Gatti Perer, docente emerita dell'Università Cattolica, scomparsa nel 2009, il cui nome è presente tra i milanesi illustri al Famedio. Durante l'esposizione dei relatori e curatori della mostra non una parola è stata dedicata alla professoressa Gatti Perer e all'apporto fondamentale dei suoi studi anche attraverso la direzione della rivista «Arte lombarda» di cui è stata fondatrice nel 1955. Come iscritta all'Istituto di Storia per l'Arte Lombarda ed estimatrice dell'Istituto stesso mi sento in dovere di ricordare, anche a chi non l'avesse conosciuta, tutto quello che la professoressa Gatti Perer ha prodotto con la sua attività di studiosa (a lei si deve, tra l'altro, la scoperta, a Milano, della biblioteca umanistica dell'Incoronata a fianco dell'omonima chiesa e degli affreschi in essa contenuti, riportati agli antichi splendori dalla restauratrice Anna Lucchini). L'Istituto per la Storia ha dovuto lasciare la sede di Palazzo Reale a Milano senza peraltro che si riuscisse a trovare in città un'altra degna sistemazione. Dopo un periodo di grande silenzio, l'Istituto è stato ospitato in un bel palazzo fuori Milano, a Cesano Maderno; ma la lontananza dal capoluogo ha fatto sì che la biblioteca, ricca di lasciti importanti, sia ora poco frequentata. Il trasferimento ha inoltre provocato la perdita di numerosissimi soci che prima affollavano la sede di Milano e l'impossibilità, per conseguente mancanza di fondi, di ospitare come in precedenza numerosi studiosi provenienti anche dall'estero. Nel catalogo della mostra, assai bello, la professoressa Gatti Perer è citata solo a pagina trecento 93 per un'«Ipotesi monografica per il Duomo di Milano 1969», mentre il suo «curriculum» è ben più ricco ed importante. In conclusione: oggi la professoressa non è più in vita ed io vorrei che non fosse dimenticata. Si potrebbe, per esempio, a sei anni dalla sua scomparsa, dedicarle la sala conferenze che fu sede dell'Istituto nella quale vengono presentate le mostre. Lilia Bennicelli Ferretti Sono felice di poter ricordare qui la figura e l'opera della professoressa che ha dedicato la vita con passione e ostinazione a valorizzare l'arte lombarda storicamente assai meno conosciuta di quella fiorentina, romana o veneta. E chissà che, citandola qui, all'uno o all'altro lettore non venga il desiderio di approfondire la conoscenza di questa instancabile studiosa milanese (sia pure nata a Torino). Isabella Bossi Fedrigotti
Arte lombarda, Palazzo Reale onori il ricordo di una studiosa
La signora Isabella Bossi Fedrigotti ha assistito a una conferenza stampa per la presentazione di una mostra "Arte lombarda dai Visconti agli Sforza" tenutasi a Palazzo Reale. Durante la conferenza, i relatori e curatori della mostra non hanno menzionato la professoressa Maria Luisa Gatti Perer, direttrice dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda e fondatrice della rivista Arte lombarda. La signora Bossi Fedrigotti ricorda l'importante contributo della professoressa Gatti Perer alla storia dell'arte lombarda e menziona alcune sue scoperte, come la scoperta della biblioteca umanistica dell'Incoronata a Milano.
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