Le dieci imprese invitate alla gara dovranno presentare le offerte entro il 30 novembre NON SI ARRESTA l'iter per la realizzazione della Metro C a Roma. Il Tar del Lazio, infatti, ieri mattina ha respinto la richiesta di sospensione del bando di gara presentata dall'associazione ambientalista Italia Nostra e dal Cesia, il Centro studi e iniziative per l'ambiente. Fra pochi giorni, quindi, le dieci imprese che hanno risposto al bando di Roma Metropolitane riceveranno una lettera dall' amministrazione capitolina per poi, entro il prossimo 30 novembre, presentare le loro offerte. Il primo dicembre così, inizierà la valutazione delle stesse, che si concluderà entro il mese di febbraio 2006. Per la primavera dello stesso anno, poi, dovrebbero partire quindi i lavori. «La linea C della metropolitana di Roma è un'opera di interesse nazionale, la cui sollecita realizzazione prevale rispetto alle motivazioni addotte da Italia Nostra per chiedere la sospensione del bando di gara». Questa, in sintesi, la motivazione con cui la seconda sezione del Tar ha respinto la richiesta di Italia Nostra e Cesia. Resta invece completamente in piedi il ricorso presentato dalle due organizzazioni contro l'attuale progetto di Metro C, sul cui merito, invece, il Tribunale deve ancora pronunciarsi. Ad ogni modo, però, la decisione del Tar ha generato un coro di pareri favorevoli in città. D'altra parte, il rischio poteva essere l'allungamento dei tempi di inizio dei lavori, e quindi, la perdita del finanziamento stesso. «La pronuncia del TAR del Lazio conforta l'impegno dell'Amministrazione comunale nel conseguimento di un obiettivo storico per la nostra città: la realizzazione della terza linea della metropolitana - ha detto il sindaco di Roma,Walter Veltroni -. Proseguiremo nel nostro lavoro perché i cittadini di Roma dispongano, con la Linea C, di una rete di linee della metropolitana da troppo tempo attesa». Molto soddisfatto anche l'assessore capitolino alla Mobilità, Mauro Calamante, che ha detto: «È una decisione da salutare con soddisfazione. Soprattutto per la motivazione data dai giudici, che hanno posto innanzi tutto la necessità della città di avere in tempi brevi un'opera così importante ». Ed esprime soddisfazione anche Legambiente, l'associazione ambientalista che ha addirittura ha presentato ricorso contro Italia Nostra e Cesia: «La linea C della metropolitana va fatta, e va fatta in fretta. Superata l'incertezza legata a una possibile decisione negativa del Tar, ora il Comune e gli altri soggetti competenti devono accelerare al massimo per assicurare alla città questa infrastruttura nel minor tempo possibile. Roma ha bisogno di quest'opera e ha bisogno di interventi per disingorgare la città. E la metropolitana, lo sosteniamo da tempo, è uno di questi». Unica voce fuori dal coro, quella di Emanuele Montini, avvocato di Italia Nostra, che ha detto: «Prendiamo atto della laconica decisione del Tar del Lazio, che ha fatto esclusivamente riferimento alla legge sulle grandi opere, senza dire il perché non era da accogliere la nostra richiesta di sospensione del bando di gara per la Metro C». E che ha aggiunto polemicamente: «Ci diamo appuntamento con costruttori, Legambiente e con gli altri enti competenti all'udienza in cui il Tar entrerà nel merito del nostro ricorso. Finalmente quel giorno i giudici diranno chi ha ragione e chi ha torto».
Il Tar respinge la richiesta di fermare i lavori della Metro C
Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione del bando di gara per la realizzazione della Metro C a Roma. Le dieci imprese che hanno risposto al bando dovranno presentare le loro offerte entro il 30 novembre. La linea C della metropolitana di Roma è un'opera di interesse nazionale e la sua realizzazione prevale rispetto alle motivazioni addotte da Italia Nostra per chiedere la sospensione del bando di gara. Il TAR ha respinto la richiesta di Italia Nostra e Cesia, ma ha lasciato in piedi il ricorso contro l'attuale progetto di Metro C. La decisione del TAR ha generato un coro di pareri favorevoli in città.
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