Quando Ardelio Pellegrinotti ha preso la parola, ieri in Consiglio regionale, ha tuonato contro chi lo ha accusato di essere un «cementificatore», di essere l'«Attila» del Pd pronto a sacrificare le Apuane in nome dei cavatori. Ma il discorso, pur dettato dall'orgoglio di chi in commissione ambiente era stato il capofila degli emendamenti al piano del paesaggio, è ruotato tutto attorno a quattro parole: «Le cave sono salve». Quattro parole che sanciscono la vittoria di Enrico Rossi e della sua mediazione tra le istanze ambientaliste di Anna Marson e quelle pro sviluppo del Pd. Insomma, il testo del maxi-emendamento partorito dalle trattative tra Rossi e il ministero dei Beni culturali mette d'accordo la maggioranza. Ma per veder approvato il piano si dovrà aspettare domani. Il testo del maxiemendamento è arrivato ai consiglieri a metà pomeriggio: così l'opposizione in testa Giovanni Santini, Forza Italia, Giovanni Donzelli, FdI, Monica Sgherri, Rifondazione, Alberto Magnolfi e Andrea Agresti, Ncd ha chiesto e ottenuto la possibilità di un giorno di pausa per analizzare le modifiche, che saranno discusse da domattina, in tempo per la fine della legislatura. Ieri il piano riscritto ha fatto il suo primo ingresso in aula: il presidente della commissione ambiente Gianfranco Venturi ha introdotto il testo, ha ricordato le eccessive «rigidità» che caratterizzavano la versione dell'assessore Marson, ma ha definito «ragionevole» la mediazione di Rossi. Non solo, ma quando è passato ai ringraziamenti, l'unico nome fatto è stato proprio quello di Marson, come a sancire la ricucitura. Del resto, il testo torna da Roma dopo modifiche sostanziali che però non rinnegano tutto il lavoro della commissione: ad esempio, gli ampliamenti degli edifici sulla costa non vengono proibiti, ma limitati al 10. E quando nel nuovo testo si dice che sono vietati gli ampliamenti su «gli arenili, le spiagge e le dune», c'è chi come Lucia De Robertis (Pd) assicura che il testo della commissione diceva lo stesso, «anche se non in modo così chiaro». Quanto alle Apuane, arriva lo stop alle nuove cave nelle aree protette, mentre l'ampliamento di quelle esistenti viene ridotto; ma si individuano casi come a Minucciano, dove il piano concede deroghe «in considerazione del valore economico e sociale». E mentre Forza Italia annuncia battaglia, in maggioranza i malumori sembrano rientrati. O quasi. Ieri pomeriggio Pellegrinotti e Maria Sargentini (dirigente dell'assessorato Marson) discutevano animatamente: «Ma è una cosa insignificante», «Se è insignificante, tanto vale reinserirla» ha tuonato lui, prima di entrare in aula e prendersela con un iter «umiliante per i colleghi della commissione», perché «tanti hanno criticato gli emendamenti presentati dal Pd senza averli letti». E ha detto: «Non esistono una torre di saggi e un popolo di cialtroni da mettere alla gogna».