LE DIFFERENZE tra noi e la Difesa si vanno riducendo e non escludo che entro la fine della settimana si arrivi finalmente a un'intesa per risolvere il problema di palazzo Barberini». Così ieri il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, è intervenuto sul braccio di ferro in corso intorno alle mura di questo capolavoro dell'architettura del Seicento. Sempre ieri, il sindaco Walter Veltroni ha scritto a Buttiglione e al ministro della Difesa, Antonio Martino, per fare una proposta che potrebbe portare definitivamente all'uscita dei militari dal palazzo che, sede della Galleria nazionale d'arte antica dal 1949, occupano parzialmente dal 1934 e abusivamente dal 1965: «Mi giunge notizia ha scritto Veltroni che il Circolo ufficiali avrebbe necessità di disporre, oltre chedellapalazzinaSavorgnan di Brazzà, di saloni di rappresentanza». A questo punto, l'amministrazione capitolina prende «il formale impegno certifica il sindaco a svolgere ogni attività per reperire la sede più idonea in cui sipossa disporre di tali spazi». Quindi, oltre alla palazzina liberty che si trova nel giardino di palazzo Barberini, i militari potranno avere un'altra prestigiosa sede per cene e cerimonia di rappresentanza. Il Comune si impegna a trovargliela. A patto che il generale Stefanon e gli altri ufficiali liberino tutte le sale di palazzo Barberini. La proposta è un'offerta ulteriore rispetto all'accordo del 1997, stipulato dallo stesso Veltroni, come ministro deiBeni culturali, con il collega della Difesa di allora, Beniamino Andreatta. Per una difesa integrale di quei patti (palazzina Savorgnan ai militari in cambio delle sale occupate in palazzo Barberini) Giovanni Melandri sempre ieri ha rivolto alla Camera un'interrogazione ai ministri Buttiglione e Martino. Il deputato dei Ds, che succedette a Veltroni come ministro dei Beni culturali, ha chiesto infatti «se è vero che starebbe per essere sottoscritta una revisione del protocollo del 1997 che prevederebbe l'attribuzione " a titolo perpetuo e gratuito" al Circolo ufficiali tanto della palazzina Savorgnan quanto dei locali occupati» in palazzo Barberini, che è poi la proposta presentata dalla Difesa ai vertici dei Beni culturali il 16 maggio. Melandri ha chiesto inoltre a Buttiglione e Martino di attenersi ai patti del 1997 e di fornire «un dettagliato cronoprogramma» sull'applicazione di quell'intesa, sia ai media sia «alle commissioni Cultura di Camera e Senato». Rocco Buttiglione, che l'i 1 maggio aveva assicurato il trasloco delle Forze armate nella palazzina Savorgnan, ieri ha specificato: «Dobbiamo riportare il palazzo alla suadestinazione naturale, sede della grande Galleria nazionale d'arte antica. E ciò avverrà in modo che nulla limiti, sostanzialmente, la nuova destinazione dell'edificio». Ma dietro quel «sostanzialmente» c'è la concreta possibilità che, dalla prossima intesa tra le diplomazie dei due dicasteri, il Circolo ufficiali riuscirà comunque a mantenere qualche sala dentro palazzo Barberini.