L'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici ha dichiarato l'illegittimo lo sciopero proclamato nei musei statali di Firenze per il weekend pasquale. Secondo l'Autorità «la legge sul diritto di sciopero ricomprende tra i servizi pubblici essenziali le attività legate alla sorveglianza e alla vigilanza dei beni cultura». Ma i sindacati rispondono: «Impugneremo la decisione. Noi ci occupiamo solo dei biglietti». Al Ministero dei Beni Culturali sono consapevoli di essere di fronte a una «decisione potenzialmente spartiacque» che potrebbe rappresentare «un precedente storico» nel rispondere alla domanda se quello della cultura è o meno un servizio essenziale. L'Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici ha rilevato l'illegittimità di quello proclamato da Cgil e Uil di Opera Laboratori (a Uffizi e Accademia) per il weekend pasquale. Ma i sindacati rispondono di non volersi arrendere. Anzi: non solo perseverano, ma minacciano di impugnare la decisione. Ora spetterà al Ministro o al Prefetto decidere se intervenire con la precettazione: in caso affermativo, per la prima volta, la fruizione della cultura sarebbe equiparata ai servizi pubblici essenziali.I quasi 400 dipendenti della società Opera Laboratori Fiorentini, concessionaria dei servizi aggiuntivi del Polo Museale, intendono incrociare le braccia il 4 e 5 aprile prossimi, in occasione della Pasqua, bloccando le attività (collaterali ma essenziali) dei principali musei cittadini in due dei giorni di maggiore afflusso turistico della stagione. «La proclamazione si legge in una nota dell'Autorità di garanzia per gli scioperi viola la legge, con riferimento al mancato esperimento delle procedure di raffreddamento e di conciliazione, all'eccessiva durata della prima azione di sciopero e al mancato rispetto del periodo di franchigia pasquale. La legge sul diritto di sciopero, infatti, ricomprende tra i servizi pubblici essenziali le attività legate alla sorveglianza e alla vigilanza dei beni culturali». In virtù di questo dunque si equiparerebbe a «vigilanza» anche il servizio della società privata, non addetta alla custodia ma solo a biglietteria e libreria. La giornata di domenica sarà a ingresso gratuito ma qualcuno dovrà comunque controllare l'ingresso e i locali del bookshop. Una direttiva come questa spiegano dall'Authority in nove casi su dieci ha l'effetto di convincere i sindacati a revocare lo sciopero. In caso contrario sono previste sanzioni pecuniarie. Mentre per evitare lo sciopero prima che si manifesti occorre che Ministero o Prefettura decidano di intervenire con la precettazione: opportunità che secondo la legge si verifica se ci sono i presupposti per «gravi pregiudizi per i diritti della persona». Ma Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil sembrano aver deciso di voler appartenere a quel caso su dieci rimanente: «Il comunicato è una forzatura perché i servizi espletati dai dipendenti di Opera non sono di carattere pubblico sostiene Marco Conficconi di Uiltucs e i loro servizi non riguardano la sicurezza». E visto che sabato Franceschini sarà in città «gli chiediamo di trovare mezz'ora per incontrare i lavoratori: solo lui può dirimere la vertenza». Su un binario simile anche Massimiliano Bianchi della Cgil: «Stiamo facendo fare una valutazione ai legali ma sembra che l'interpretazione del Garante sia forzata e sbagliata. Perché per lo sciopero del dicembre del 2010 non intervenne? Questo atto sembra sproporzionato e a comando: martedì il sindaco parlava di precettazione e oggi arriva il comunicato dell'Autorità». E rilancia: «In ogni caso non esiteremo a impugnare l'atto davanti alla commissione di garanzia».