Dall'opportunità dei bus in centro al graffitismo alle mostre che modificano i musei In sei seminari l'Accademia di Belle Arti rilancia le discussioni della Clementina Critici, architetti e urbanisti in contraddittorio con giuristi ed economisti per ragionare su come gestire la cultura contemporanea. È questa la formula con cui l'Accademia Clementina di Bologna, presieduta da Andrea Emiliani, torna a porgere le sue proposte alla città. L'istituzione fondata nel 1706 e che assunse il suo nome in onore di papa Clemente XI che appose il suo sigillo agli statuti costitutivi si ispirava ad associazioni artistiche come quella degli Incamminati, legata ai Carracci, o a quella degli Ottenebrati, ed era passata dalla sede originaria di Palazzo Fava a Palazzo Poggi. Oggi quella realtà, da sempre legata al mondo dell'arte figurativa e all'origine della successiva Accademia di Belle Arti, apre i suoi orizzonti rilanciando il dibattito sulla gestione dell'arte contemporanea. Con un primo ciclo di seminari, «Bologna, torna a splendere l'Accademia Clementina», che si snoderà dal 9 aprile al 14 maggio, ingresso gratuito, tra l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti e la Sala Ulisse di via Zamboni. «I seminari sono un modo per rilanciare l'Accademia Clementina, luogo ideale per fare cultura a Bologna osserva il presidente dell'Accademia di Belle Arti, Fabio Roversi Monaco anche perché può rappresentare un'alternativa alla sottocultura e alla cultura ufficiali che hanno caratterizzato la nostra città negli ultimi anni. È anche vero che se non ci sono persone privatamente motivate, è difficile lanciare azioni utili, visto che per un po' di fondi sarà difficile averne». Il ciclo di sei incontri (orario dalle 17.30 alle 19.30), metterà in relazione l'arte e l'architettura cittadina con l'economia, il diritto e l'ambiente, aprendosi a un pubblico ampio, comprese varie categorie professionali, vista la collaborazione con la Fondazione Forense, con quella dei Commercialisti e con il Consiglio dell'Ordine degli Architetti. Sei seminari che si apriranno con una discussione sul tema del graffitismo, con Luca Ciancabilla e Marco Dugato, per provare a capire, sottolinea l'avvocato Santa D'innocenzo, che con Marco Franceschini modererà gli incontri, «cosa di deve buttare e cosa invece salvare dei graffiti, che restano un argomento al centro delle discussioni». Tra fumetto, ambiente, ruolo delle aste e delle fiere, il programma si concluderà con Pierluigi Cervellati e ancora Marco Dugato, a confronto sull'urbanistica contemporanea. Un tema che sta molto a cuore anche a Emiliani: «Non capisco perché bisogna far passare i lunghi autobus sotto le Due torri e in Strada Maggiore, userei solo quelli piccoli ed elettrici. In qualunque città si usano i parcheggi scambiatori e i grandi autobus si fermano alle porte del centro, non entrano dentro. E poi ci si stupisce della mancata manutenzione ogni due anni del Nettuno». In previsione di altre iniziative dell'Accademia Clementina e di nuovi cicli di incontri, magari dedicati, anticipa la D'Innocenzo, al «mostrismo», vale a dire all'eccesso di mostre, Emiliani rilancia anche su altre questioni: «Ormai siamo passati dalle certezze dei luoghi del mondo antico ai non luoghi di oggi, dal pubblico al privato, dall'istituzionale all'effimero. Le grandi mostre sono celebrate e intanto i musei sono diventati poco più che magazzini di materiali da portare in mostra». Nel frattempo però, conclude lo storico dell'arte, «dovremmo anche chiederci come mai dal'Ottocento, con l'eccezione di Giorgio Morandi, Bologna, la città più estetica e artistica al mondo, non ha più avuto un grande artista, ma solo avvocati, ingegneri e medici. È una riflessione che dobbiamo fare per capire dove andiamo».
Bologna. I colori della città (da salvare)
L'Accademia Clementina di Bologna, fondata nel 1706, torna a porgere le sue proposte alla città con un ciclo di sei seminari sulla gestione dell'arte contemporanea. I seminari si svolgeranno tra l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti e la Sala Ulisse di via Zamboni, ingresso gratuito. Il presidente dell'Accademia di Belle Arti, Fabio Roversi Monaco, sottolinea che l'Accademia Clementina può rappresentare un'alternativa alla sottocultura e alla cultura ufficiali a Bologna. Il ciclo di seminari metterà in relazione l'arte e l'architettura cittadina con l'economia, il diritto e l'ambiente.
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