Dopo un anno e mezzo di attesa arriva l'ok di Matteoli ai lavori per il passante di Castello Ora spunta una nuova autorizzazione, quella dei Beni culturali: quanto dovremo aspettare? L'assessore regionale ai Trasporti, Riccardo Conti, commenta: «Adesso apprendiamo "con emozione" che sarà necessaria un'altra firma da parte del Ministro Buttiglione». Dunque, la serie di rinvii dei lavori del nodo fiorentino dell'Alta velocità, non può dirsi conclusa, fin quando non arriverà l' ulteriore benestare del Ministro dei Beni e Attività Culturali. Chissà se si dovrà attendere un altro anno e mezzo. Per ora, quindi, i lavori toscani dell'Alta velocità restano fermi e ci resteranno a lungo se l'«ostruzionismo» politico del centro destra proseguirà. Eppure fino a pochi giorni fà sembrava che lo scavalco di Castello dipendesse solo dalla firma del Ministro Altero Matteoli. Ora invece si scopre che questa non basta più. Intanto è trascorso già un anno e mezzo dalla fine della Conferenza dei Servizi, che di fatto diede il via a tutto il progetto dei treni veloci nel tratto fiorentino. Alla vigilia dell'avvio della gara d'appalto , dunque, si registrano una serie di ritardi legati alle procedure sulla valutazione di impatto ambientale dello scavalco di Rifredi. E come se non bastasse da Roma giungono segnali preoccupanti anche sul fronte dei finanziamenti. Infatti, pare che oltre al problema «della firma», le difficoltà siano legate alla disponibilità di risorse. Anche in questo caso nelle parole dell'assessore Conti si nota un certo stupore per come si sta comportando il governo. Alle promesse, come succede spesso, mancano poi i fatti. «Sino ad oggi i soldi apparivano certi» assicura l'assessore regionale. I 1.200 milioni di euro, necessari alla realizzazione del nodo fiorentino, potrebbero non esserci e, dunque, i lavori per il sottoattraversamento e la stazione verrebbero ancora una volta rinviati. Ecco perché Conti non risparmia critiche ai palazzi della politica governativa: «È l'ennesima prova dell'inaffidabilità dell'esecutivo nazionale che, a parole propaganda le grandi opere e, in concreto, paralizza anche quelle definite già da tempo». Il braccio di ferro con Roma che viaggia sui binari riguarda anche il trasporto dei pendolari. Anche in questo caso, Riccardo Conti, non fa altro che ribadire di aver chiesto a Trenitalia un salto di qualità nei servizi regionali. Come succede spesso quando sono i dati a parlare, è emerso che nel solo mese di aprile sono stati 89 i treni soppressi. La situazione è sempre più preoccupante se si guarda a maggio: primi 23 giorni non hanno viaggiato ben 117 treni. Di questi, 56 sono i treni rimasti fermi per cause dipendenti da Trenitalia (nella maggior parte dei casi dovute a guasti del materiale rotabile). Il quadro dimostra che la causa principale dei disservizi è il materiale rotabile che risulta insufficiente, obsoleto e con scarsa manutenzione. Ciò che l'assessore ai trasporti chiede è l'aumento dei collegamenti in tutta la Toscana, con maggiore frequenza e con un servizio cadenzato e standardizzato. Era stato proprio Conti, nel giorno della firma sul Polo dell'Osmannoro, a precisare di essersi rifiutato di firmare un contratto di servizio con Trenitalia che ammetteva le porte dei vagoni rotti.