Carandini, presidente del Fai: «Sulla manutenzione non si specula, sui restauri sì» Andrea Carandini, presidente nazionale del Fai, parla in un'intervista al Corriere dello stato del Nettuno e dice che la Fontana è «la metafora dell'Italia». E che «siamo l'unico Paese europeo che prima fa i restauri e poi li abbandona». E poi l'affondo: «Non dimentichiamo che con la manutenzione si guadagna poco ed è facile da controllare, per cui è difficile essere disonesti. A contrario di quanto accade con i restauri. Noi del Fai siamo pronti a vigilare». Le sofferenze del Nettuno e della sua fontana vanno ormai considerate una questione che travalica i confini cittadini. Il Gigante rimasto quasi all'asciutto è lo specchio di come i beni culturali e paesaggistici vengono trattati nel nostro Paese. Non ha dubbi in proposito Andrea Carandini, già Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali dal 2009 al 2012 e oggi Presidente del Fai, il Fondo Ambiente Italiano. Professor Carandini, cosa pensa dello stato del Nettuno? «Credo che il destino di questa statua simboleggi quello di tutto il patrimonio culturale italiano. Siamo l'unico Paese europeo dove prima si fanno i restauri e poi si abbandonano» In che senso? «Se non si fa manutenzione delle cose restaurate, anche il restauro è destinato a diventare una rovina. E poi non ci si stupisca che le statue si degradano. Se non si volevano spendere cifre costosissime bisognava solo fare una regolare manutenzione» Il restauro del Nettuno non ha nemmeno trent'anni «Ed è stato fatto da un grandissimo restauratore che avete a Bologna come Giovanni Morigi. Se in seguito fosse stata fatta una revisione annuale o anche solo biennale, con una manutenzione programmata, si sarebbe spesa una cifra ridicola». Chi doveva fare qualcosa? «È la logica a essere completamente sbagliata, perché si restaura ciò che è decadente, ma se poi non lo si cura la decadenza torna, occorre di nuovo un restauro e si ricomincia da capo. Il Ministero dei Beni culturali e i Comuni dovrebbero capire che più che di operazioni chirurgiche c'è bisogno di prevenzione. I bolognesi sono preoccupati. «Li capisco, anche perché oggi ci sono molti meno fondi. Ma il punto resta che si tende ad agire solo quando l'opinione pubblica si allarma. Ma se lei avesse una persiana che non si apre o una grondaia bloccata, non chiamerebbe subito qualcuno per provvedere? Il Fai cosa ha intenzione di fare? «Di sicuro noi guardiamo con attenzione a quanto accade e siamo pronti a vigilare perché venga fatto tutto nel modo migliore. A questo punto direi con un nuovo restauro necessario, magari fatto da Morigi, e cambiando poi registro» In che modo? «Ma è possibile che la più importante fontana di Bologna, forse la più rilevante in Italia, sia precipitata nelle condizioni in cui si trova senza che nessuno intervenisse? Un monumento simile un minimo di manutenzione se la meriterebbe, o no? L'attenzione accesa dall'Expo può aiutare? «Guardi, l'Italia ama la vetrina e invece bisognerebbe curare il nostro patrimonio culturale come si fa con il proprio corpo» Vale a dire? «Lo sa che ci sono degli Stati che non pagano per la cura degli obesi perché con i propri comportamenti alimentari errati arrecano un danno a loro stessi ma anche a tutta la collettività? Bisogna mantenersi bene e poi se ci sono problemi di salute lo Stato aiuta. Si dovrebbe fare lo stesso con i beni culturali. E poi, posso essere franco? Prego, dica pure. «Non dimentichiamo che con la manutenzione si guadagna poco ed è facile da controllare, per cui è più difficile essere disonesti. Al contrario di quanto accade con i restauri, che pure a volte sono necessari». Come nel caso del Nettuno, ormai. «Stiamo parlando di una fontana preziosissima nella piazza più grande della città. Ma come si fa a non accorgersene per tempo? Di sicuro non bisognava arrivare a questo punto e in futuro non si dovrà più ripetere lo stesso errore.