Scaduto intanto il project manager TRENTO. Da un museo ormai precario come il Mart (comitato scientifico assente, nuovo direttore in carica dal prossimo giugno, cda incompleto) non ci si possono attendere molte garanzie per i precari che vi lavorano. Infatti, il quadro che è emerso ieri nella risposta data da Tiziano Mellarini all'interrogazione di Manuela Bottamedi (Patt) non è granché rassicurante. La consigliera già 5 Stelle, a distanza di tre mesi dall'approvazione di un ordine del giorno (18 dicembre) che impegnava la giunta a verificare la possibilità di prorogare i contratti di 15 collaboratori a progetto del Mart con contratto in scadenza, chiedeva lo stato di attuazione di quell'atto politico «vista l'importanza di tali figure professionali». Mellarini ha ricordato la proroga decisa a dicembre fino a fine giugno, ma ha ammesso che il problema dei precari esiste, anche perché il project manager , di fatto il braccio destro del direttore, è «scaduto». I suoi rinnovi contrattuali da precario sono stati troppi per la normativa vigente (che vorrebbe, senza riuscirci, indurre i datori di lavoro a stabilizzare i dipendenti dopo tre anni). La stessa sorte attende, con scadenze diverse, i suoi colleghi. Il nuovo direttore, Gianfranco Maraniello, interrogato in proposito dal Corriere del Trentino il 12 marzo, riconosceva di non sapere nulla del problema, visto che si insedierà il primo giugno. Mellarini, tuttavia, ieri in aula ha ribadito che «le esigenze future di personale verranno verificate con il nuovo direttore e il nuovo comitato scientifico, tenendo conto delle professionalità esistenti (55 unità, ndr ). Si punta ha aggiunto Mellarini ad un modello di centro servizi che metta a disposizione anche dei musei come il Mart il personale di cui vi è bisogno. Il cda del Mart valuterà comunque tra pochi giorni, il 27 marzo, la possibile ulteriore proroga delle collaborazioni». Bottamedi, in replica, ha ricordato come il Mart e la Provincia abbiano «il dovere di programmare per tempo la gestione dell'organico».