Un giorno, dopo il suo «Viaggio in Italia», vi sbarcò Guido Piovene, signore della letteratura del Novecento, e scrisse di un fascino misterioso, di un approdo nell'isola come un viaggio alla ricerca di sé . Da Felice Casorati ad Arturo Tosi gli ulivi di Sensole come la montagna di Cèzanne o le bottiglie di Morandi sono stati visitati sui quadri di centinaia di artisti a ogni ora del giorno, a ogni variar di luce. Le sardine essiccate al sole lungo la passeggiata di Peschiera sono un'eccellenza del «salumaio» di via Montenapoleone, un'indimenticabile cartolina per chi cammina lungo i nove chilometri dell'isola dentro uno dei borghi più belli d'Italia, seicento metri di altitudine, una bellezza sproporzionata ricca di nuclei storici antichi e struggenti. Difficile è mantenerli, difficile è viverli. Perché l'isola è un territorio di confine, con i disagi della quotidianità, dai trasporti (vietate le auto) alla salute (provate a trasportare un ammalato di notte agli ospedali sulla terraferma). Certo anche con i privilegi di un luogo che ha molte magie, forte identità, un dialetto tutto suo, una cucina di pesce tutta autoctona rispetto al resto del lago, una insenatura, Sensole ( sinus soli , un angolo di sole), dove la temperatura è mediamente tutto l'anno più alta che nel resto del territorio e così fioriscono essenze esclusive e colorate. Sono accenni di una bellezza naturale che è un patrimonio straordinario per l'uomo e un bene prezioso per il nostro territorio provinciale. Orbene, dal primo maggio godere di questo territorio costerà. Un piccolo balzello, un euro in più sul trasporto dalla terraferma, che il Comune ha deliberato per far fronte ai tanti problemi che assillano l'isola meno aiutata che altrove dalla condizione di «isolamento» in cui versano tanti servizi, compresi quelli per un turismo di massa . E se dunque la modestia della «tassa» e la ragionevolezza delle motivazioni giustificano la decisione, nondimeno sollecitano un quesito intorno al principio generale sulla gratuità del paesaggio, sul costo della bellezza che è un bene di tutti. Perché i Comuni si stanno ingegnando a far pagare qualsiasi cosa. Ma l'aria, il sole, il paesaggio dovremmo riceverli gratis. Lo so, la questione della tassa per l'isola è la stessa dell'imposta di soggiorno. E dunque forse il quesito è solo accademico. Eppure non va eluso (riguarda anche altri luoghi del cuore, da Venezia a Firenze). Magari servirà a convincere il visitatore dell'isola che la salvaguardia e il godimento di un «pregio» meritano un costo. Oppure convincerà il sindaco che le sue esigenze sono giuste, ma i rimedi vanno cercati altrove.