Palazzo Barberini, nuova puntata. L'ultimo capitolo nella storia infinita affinchè lo storico edificio possa tornare ad essere la galleria di arte antica - che attualmente può esporre solo il 20 per cento della sua preziosissima collezione -l'ha scritto ieri il sindaco. Che ha inviato una lettera ai ministri Rocco Buttiglione (Beni culturali) e Antonio Martino (Difesa) dove afferma che il comune di Roma si impegna formalmente a reperire una sede idonea alle esigenza del Circolo Ufficiali di Palazzo Barberini, per consentire la riconsegna dello stabile, a scopo museale, alla sovrintendenza. Nella sua lettera Veltroni richiama il protocollo d'intesa con cui si concordò l'attribuzione al Circolo Ufficiali della palazzina Savorgnan di Brazzà e la contestuale riconsegna di Palazzo Barberini, che diventerà la Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma. «Mi giunge adesso notizia - scrive Walter Veltroni - che il Circolo Ufficiali avrebbe necessità di disporre, oltre che della palazzina Savorgnan di Brazzà, di saloni di rappresentanza». Walter Veltroni aggiunge: «Desidero, signor Ministro, manifestarLe il formale impegno del Comune a svolgere ogni attività per reperire la sede più idonea in cui si possa disporre di tali spazi». Secondo il sindaco, «sarà così possibile conciliare l'obiettivo, cui lavorammo con il collega Andreatta e a cui di certo tutti teniamo, dell'apertura nella città della tanto attesa Galleria Nazionale di Arte Antica con la garanzia per il Circolo Ufficiali della possibilità di ogni e più idoneo svolgimento delle proprie attività e della soddisfazione delle esigenze di rappresentanza». È questa la seocnda lettera del sindaco nel giro di un mese ai due ministri ner tentare di risolvere l'annosa vicenda. Costruito nel Seicento da architetti come Maderno e Bernini per la famiglia di Papa Urbano Vili il palazzo rimase di proprietà dei Barberini fino al 1949, quando fu acquistato dallo Stato per collocarvi le collezioni per le quali le sale di palazzo Corsini non bastavano più. Ma fin da allora c'era un ostacolo perché la famiglia principesca aveva concesso in affitto nel 1934 una parte cospicua del loro palazzo al circolo ufficiali delle Forze armate. L'affitto scadeva nel 1953 e un ordine die giorno della Camera invitava il governo fin dal 1952 a «procedere con la massima energia» per un decoroso collocamento della Galleria nazionale. Cominciava così il lungo braccio di ferro fra il ministero della Difesa e quello dei Beni culturali che dura fino ad oggi. E in un'intervista al Corriere della Sera del 6 maggio scorso il ministro Rocco Buttiglione aveva già affermato: «Palazzo Barberini tornerà ai romani» perché «i patti vanno rispettati. Il sindaco Veltroni può stare tranquillo». Ma i militari oppongono resistenza, affermano che la palazzina Savorgnan di Brazzà per loro non basta e vorrebbero tenere anche il piano nobile del palazzo.
Palazzo Barberini alla Sovrintendcnza: il Circolo Ufficiali avrà un'altra sede
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha inviato una lettera ai ministri Rocco Buttiglione (Beni culturali) e Antonio Martino (Difesa) per informarli che il Comune di Roma si impegna formalmente a reperire una sede idonea per il Circolo Ufficiali di Palazzo Barberini, per consentire la riconsegna dello stabile a scopo museale alla sovrintendenza. Il Circolo Ufficiali ha bisogno di spazi di rappresentanza, quindi il Comune si impegna a trovare una sede più idonea. Il palazzo Barberini, costruito nel Seicento, è stato acquistato dallo Stato nel 1949 e attualmente può esporre solo il 20% della sua collezione.
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