Il Nettuno incrostato, l'Asinelli e Palazzo del Podestà impacchettati, i famosi portici scarabocchiati. Ecco come si presenta la Bologna che dovrà accogliere i turisti dell'Expo. Sgarbi: «Monumenti dimenticati». Lui ieri se ne stava ancora lì con le dita protese sulla piazza. Era una bella giornata di sole e una nutrita scolaresca si era appoggiata al basamento della sua fontana, dove l'acqua ristagnava e non sgorgava. Il Nettuno sta così, bello a metà (o bello senz'anima). Gli uggelli delle sue Naiadi sono ostruiti, i mascheroni corrosi, le stuccature dei conci danneggiate e una patina verde di corrosione lo sta avvolgendo. «Servono 800 mila euro per il restauro», ha ripetuto anche ieri l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Riccardo Malagoli. Il Gigante, nel frattempo, agonizza e così lo vedrà il visitatore straniero (ma pure quello italiano) che in pieno fermento da Expo milanese deciderà di fare un salto anche in centro a Bologna, convinto di ammirare in tutto il suo splendore l'originale che ispirò il simbolo della Maserati. «È stato fatto un libro sul Nettuno, speriamo che serva a sensibilizzare privati e cittadini affinché si mobilitino continua l'assessore , il Comune di suo può metterci un paio di centinaia di migliaia di euro, ma non bastano per far partire il cantiere di restauro. Bisogna definire un progetto e i costi, poi si aprono i lavori». L'idea che non dispiace a Malagoli è quella di usare la ristrutturazione della fontana e della statua come attrazione turistica, per ammirarli meglio, al pari di quello che successe 25 anni fa con Casa Cerioli. «Un cantiere visitabile. Se troviamo le risorse per il Nettuno ci vorrà un anno e mezzo per fare i lavori, che non partiranno certo subito». «Questa è una città antica che ha necessità da mettere in fila spiega ancora Malagoli , siamo pronti per Expo, già a maggio avremo una visione diversa, di una città che si sta mettendo a posto». Anche se, con l'arrivo della primavera e l'inaugurazione dell'esposizione universale a Milano, Bologna non indosserà proprio il suo vestito più bello. Basta farsi una passeggiata tra i monumenti simbolo della città e sorge piuttosto un'altra idea, già instillata dal grande sventramento del Cantierone che occupa ormai quasi completamente via Rizzoli e via Ugo Basso. Anche allontanandosi un po' dal centro, salendo a San Luca, ad esempio, ci si imbatte subito nei lavori di un palazzo di via del Meloncello che sconfinano fino dentro ai portici. Di gradino in gradino del portico più lungo del mondo non mancano incisioni, scarabocchi sui muri e crepe, interrotti sul finale da un altro ponteggio che sta sorreggendo il tetto crollato per l'ultima (pesante) nevicata. «Abbiamo ultimato i primi 33 metri e fra un mese e mezzo finiremo tutto assicura il geometra Marco Bertuzzi , venerdì scorso, invece, abbiamo sistemato i danni esterni dell'incendio e alcune crepe nell'ala Nord». Il santuario, però, continua a perdere intonaco rosso, in molti punti si vedono i mattoni sottostanti, quando non scritte incise. «It's relatively well conserved », commentano John e Sarah, turisti statunitensi. Come dire, tutto sommato sta bene. I soldi raccolti dal comitato per la salvaguardia del portico di San Luca sono stati già tutti spesi per il ripristino di alcune arcate e per la manutenzione straordinaria dovuta al crollo di febbraio. Ritornando in centro, una comitiva di giapponesi cerca l'angolazione giusta per scattare una foto alla Torre degli Asinelli senza includere le impalcature della prima terrazza. «Protette» da pannelli tutti istoriati di scritte a spray. Erano lavori di consolidamento, ma il ritrovamento di un antico pavimento ha fatto slittare la consegna da novembre scorso a non si sa quando. Malagoli sostiene che la struttura verrà tolta entro la fine di aprile. Per ora le Due Torri sono cinte d'assedio tra queste impalcature e quelle più sotto di BoBo. Più massiccio, e disturbante, l'impacchettamento del Palazzo del Podestà. Sono lavori di consolidamento delle arenarie commissionati da un privato (costo 500 mila euro). Anche questi, si spera, entro un mese dovrebbero levare le tende. Per ora ci si deve godere il caffè al tavolino con questo sfondo quasi alla Christo, su cui i cartelloni pubblicitari si avvicendano di mese in mese. L'amministrazione comunale ha intanto già messo a bilancio un milione di euro per il prossimo cantiere che partirà: sarà su Palazzo d'Accursio e riguarderà, anche in questo caso, il rafforzamento delle arenarie. E altri 500 mila euro per la ristrutturazione del camminatoio esterno del Teatro Comunale. Sono già stati poi appaltati i lavori per la manutenzione del portico di via de Coubertin. Una città antica che prova a rinnovarsi.