La procura sta valutando se l'alloggio dell'ex sovrintendente fosse in regola e chi abbia pagato i lavori. L'ironia dei sindacati: sottoscrizione per trovarle una casa VENEZIA. La Corte dei Conti sta indagando sull'appartamento a Palazzo Grimani che è ancora nella disponibilità dell'ex soprintendente Giovanna Damiani. L'alloggio di servizio fu fatto ricavare nelle stanze un tempo adibite a spogliatoio del personale e a sala biglietteria, che formalmente erano ad uso del «casiere», il guardiano insomma. In realtà il bando per il casiere non fu mai emanato e l'alloggio è stato sempre adoperato come casa di servizio da Damiani, che ha ancora le chiavi nonostante sia stata destinata a Cagliari. Il motivo lo ha spiegato lei stessa al Corriere del Veneto : a Venezia ha ancora i propri libri e gli effetti personali da recuperare, che si trovano proprio lì. La magistratura contabile ha aperto un fascicolo in seguito alla segnalazione fatta dal segretario veneziano della Federazione lavoratori pubblici Alberto Ponticello e dal suo collega pari grado della Cisl Funzione pubblica Massimo Grella, che hanno reputato la spesa impropria. «Chi ha pagato i lavori, chi ha speso i soldi per il mobilio?», ha chiesto Grella. Inoltre ci si è chiesti l'utilità di un simile appartamento, visto che per i dirigenti delle sovrintendenze sono già a disposizione alloggi di servizio a San Marco e a Cannaregio. Non solo: «Tutta l'operazione è stata fatta cambiando la destinazione d'uso dei locali dopo aver ricevuto il parere contrario dell'altra soprintendenza di Venezia», hanno denunciato i sindacati. Di fronte a tutte queste considerazioni, la procura della Corte, diretta da Carmine Scarano, sta acquisendo elementi per capire in primo luogo se si tratti di un alloggio di servizio o meno, se sia stato usato in maniera propria o impropria. Infatti l'uso è ammesso dalla pubblica amministrazione ma a patto che il dirigente assegnatario, oltre alle utenze, paghi anche l'affitto. Per questo la Guardia di Finanza, a cui come di consueto la procura si appoggia per le indagini sui danni erariali, procederà innanzitutto all'acquisizione di tutta la normativa che regola gli alloggi di servizio, che è complessa e prevede casi diversi. L'indagine poi dovrà verificare soprattutto se l'alloggio sia stato realizzato impiegando soldi pubblici in assenza dei necessari pareri per il cambio d'uso da parte della Soprintendenza ai Beni Architettonici, allora retta da Renata Codello. Il parere sarebbe stato negato perché l'angolo cottura con fuochi adiacente alle sale museali costituiva un elemento di pericolo per la tutela del bene museale e delle opere. Intanto, i sindacati rispediscono al mittente della Damiani le spiegazioni date al Corriere del Veneto sulla trasformazione delle due stanze in appartamento di servizio. «In quelle stanze i custodi trascorrevano molto tempo, ma non era certo uno spogliatoio ha detto l'ex sovrintendente - Ho ottimizzato gli spazi senza sottrarre alcuna funzione utile e necessaria, anzi, interrompendo delle cattive pratiche ricreative che non si addicono al lavoro della guardiania». «Dichiarazioni arrogati e lesive tuona la coordinatrice Flp Cristina Fior E' paradossale che un dirigente preposto alla tutela del patrimonio culturale giustifichi l'uso privato ed esclusivo di un museo come risposta punitiva alle cattive pratiche del personale di vigilanza». Ben altro avrebbe dovuto fare. «Invece di sanzionare i comportamenti scorretti, ove mai ve ne siano stati - continua Fior - avoca a sé gli spazi in questione. Per proprio uso, oseremo dire, ricreativo». Flp annuncia l'avvio di una sottoscrizione «al fine di garantire alla dottoressa Damiani una adeguata sistemazione».
Venezia, Appartamento a Palazzo Grimani, la Corte dei Conti apre un fascicolo
La Corte dei Conti sta indagando sull'appartamento a Palazzo Grimani che è ancora nella disponibilità dell'ex soprintendente Giovanna Damiani. L'alloggio di servizio fu fatto ricavare nelle stanze un tempo adibite a spogliatoio del personale e a sala biglietteria. La magistratura contabile ha aperto un fascicolo in seguito alla segnalazione dei sindacati. La procura della Corte sta valutando se l'alloggio fosse in regola e chi abbia pagato i lavori. I sindacati hanno denunciato l'utilità di un simile appartamento e hanno chiesto chi abbia pagato i lavori e chi abbia speso i soldi per il mobilio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo