Gentile signora Isabella Bossi Fedrigotti, non sono polemica di natura, è la seconda volta che scrivo al giornale (peraltro la prima, sempre rivolgendomi a lei, lamentandomi dell'abolizione dello «sconto terza età» sull'ingresso ai Musei statali), ma certe situazioni mi amareggiano. Invogliati dalla pubblicità delle giornate del Fai, questa mattina mia figlia, il marito e il loro bambino si sono recati a visitare la caserma dei Vigili del fuoco di Milano. Sono arrivati in via Messina alle dieci e quarantacinque quando già si era formata una discreta fila all'ingresso. Avrebbero potuto abbreviare di molto i tempi d'attesa associandosi al Fai al costo di sessanta euro e usufruendo così di una «corsia preferenziale». Poiché, però, non possono permettersi tale spesa e non volendo mancare alla promessa fatta al bimbo, mio genero, mia figlia al settimo mese di gravidanza e il mio nipotino di tre anni si sono messi in coda e sono riusciti ad entrare nella caserma alle tredici e cinquanta. Poi sono stati quarantacinque minuti di puro entusiasmo; tuttavia soprattutto la mamma e il bambino sono tornati a casa stremati. Non crede che si potrebbe prenotare le visite con alcuni giorni d'anticipo, al costo magari di alcuni euro (certo non sessanta!) in modo da scaglionare i visitatori? Se ne avvantaggerebbero sia il Fai che il pubblico. E a proposito di quella mia prima lettera a un giornale, come lei saprà, il Comune di Milano ha mantenuto lo «sconto terza età» sull'ingresso ai suoi musei. All'uscita dalle visite mio marito ed io ci beviamo sempre un caffè in centro con la piacevole sensazione che ci sia stato offerto dalla pubblica amministrazione! Giuliana Giardino Ho parlato con il Fai, la benemerita associazione da anni impegnata a preservare le bellezze paesaggistiche e monumentali italiane, e mi è stato risposto che per le visite a numero chiuso c'è sempre un servizio di prenotazione. Servizio reso impossibile dai numeri nelle «Giornate di Primavera» dedicate alla visita di luoghi generalmente chiusi al pubblico. Pensi che tra sabato e domenica ben oltre quarantamila milanesi si sono messe in coda per poter entrare in uno di questi luoghi. Impressionante era, per esempio, intorno a mezzogiorno, e nonostante la pioggerellina, la fila in attesa davanti all'ingresso del vecchio Pirellone. Ma mi è anche stato detto che in via Messina, all'ingresso della caserma dei Vigili del fuoco, c'era Georg, un volontario Fai particolarmente sveglio e attento, il quale, se gli fossero state fatte presenti le condizioni di sua figlia, l'avrebbe senza dubbio fatta passare avanti assieme a marito e figlio. Isabella Bossi Fedrigotti