«RESTITUIAMO al mondo una perla. E siamo orgogliosi di dire che oggi, a Pompei, l'Italia ha voltato pagina ». Dario Franceschini è raggiante. Gli straordinari colori degli affreschi del triclinio di Villa dei Misteri lo hanno lasciato senza parole. «Bellissimo», ha ripetuto il ministro dei Beni culturali durante la visita al monumento riaperto al pubblico, mentre il soprintendente Massimo Osanna gli illustrava i risultati di 22 mesi di lavori, finanziati con 900 mila euro di fondi ordinari della soprintendenza. Un restauro realizzato utilizzando una tecnologia d'avanguardia di pulitura con il laser, applicata per la prima volta a un ciclo di pitture antiche tanto esteso, come quello presente negli oltre 70 ambienti della villa. Il laser ha consentito di rimuovere i diversi strati protettivi utilizzati a partire dal 1929, anno della riscoperta dell'edificio da parte dell'archeologo Amedeo Maiuri. Per proteggere le megalografie con scene di riti dionisiaci in passato furono utilizzati cera e benzina. I primi due strati ora sono stati rimossi, anche perché se da un lato la cera ha inglobato l'umidità e impedito la rovina del ciclo pittorico, dall'altro, ossidandosi, aveva fortemente scurito i colori. La pulitura chimica e meccanica ha completato il restauro, condotto dalla società Atramentum di Salerno. I colori forti, vividi, dai toni accessi restituiscono un capolavoro assoluto della pittura non solo antica. Molto importante si è rivelata, in fase di analisi e di diagnosi, la collaborazione tra la soprintendenza di Pompei e tre università: quella di Modena e Reggio Emilia, il Suor Orsola Benincasa di Napoli e la Christian Albrechts di Kiel, in Germania. «Nell'ultimo anno», ha spiegato Franceschini, «grazie all'impegno di soprintendenza e direzione del Grande Progetto Pompei, l'Italia ha compiuto sforzi considerevoli. Come riconosciuto dall'Unesco i risultati sono tangibili». Franceschini annuncia infine l'interesse di alcune aziende a investire su Pompei grazie agli sgravi dell'Art bonus. Raggiunto invece l'accordo con i sindacati per musei e siti archeologici aperti a Pasqua, Pasquetta e il Primo Maggio. E mentre sul terrorismo invita a «non fare allarmismi, c'è attenzione particolare in tutti i luoghi della cultura», Franceschini sulla protesta agli Uffizi dice di essere «rimasto a bocca aperta. Non è personale Mibact. Faremo gare Consip per i servizi aggiuntivi e inseriremo la clausola sociale perché chi vince assorba il personale. Minacciare uno sciopero per Pasqua è autolesionistico».