Numero di visitatori della mostra "gonfiato": l'inchiesta per truffa a carico di Andrea Brunello, ex patron di Artematica, è stata trasferita da Brescia a Treviso. Al palazzo di giustizia di via Verdi sono arrivati gli atti nei giorni scorsi. L'indagine riguarda l'ipotesi di truffa collegata alla mostra «Matisse - La seduzione di Michelangelo» nella città lombarda. È a Treviso, secondo la Procura di Brescia, che si sarebbe concretizzato il reato: a Treviso, infatti, sarebbe stato conseguito il profitto attraverso un bonifico che per gli inquirenti rappresenterebbe il frutto della truffa. Le indagini erano iniziate alla fine dell'estate 2012. Al centro delle attenzioni investigative sono finiti innanzitutto i biglietti della mostra e una grossa discrepanza: quella tra i tagliandi che Artematica ha dichiarato all'amministrazione comunale d'aver staccato, ovvero 257.329, e i 124.184 che invece sono stati effettivamente venduti secondo il conteggio Siae. Brunello risulta l'unico indagato ed è al centro di una vicenda giudiziaria non solo penale, bensì anche civile. Contro di lui ha agito in giudizio civile Brescia Musei. Era stato stipulato un contratto in base al quale, al raggiungimento della soglia dei 230 mila visitatori, Artematica avrebbe ricevuto 300 mila euro. In questi giorni il nome di Brunello è tornato al centro delle cronache trevigiane, dopo l'annuncio della mostra di El Greco organizzata da Fondazione Cassamarca a Ca' dei Carraresi. A incendiare il clima è stato Diego Bottacin, consigliere regionale di "Verso Nord": «Alcuni illustri studiosi, i più infervorati contro Marco Goldin, affidano le loro mostre a personaggi di dubbia reputazione per le vicende giudiziarie in cui sono stati coinvolti». Il riferimento è a Lionello Puppi e ad Andrea Brunello, ora responsabile della commercializzazione dell'evento con la società Kornice, nata dopo l'inchiesta che ha travolto Artematica.