Il ritrovamento è stato effettuato durante i sondaggi archeologici. «Nessuno stop all'opera». Ma è pronta una segnalazione alla Procura SAN VITO. Che nella zona intorno a Prodolone ci fossero reperti archeologici, lo si è saputo più di quarant'anni fa. La necropoli di San Valentino, risalente all'età del ferro e scoperta nel 1973, si trova a qualche decina di metri dalla provinciale 21 (in direzione Bannia, sulla destra). Dall'altra parte della strada (guardando a sinistra), in un campo tra due abitazioni, a poche decine di metri dalla seconda delle rotatorie previste nel tracciato della circonvallazione, ci sono stati dei ritrovamenti nei giorni scorsi. Il tutto nell'ambito dei sondaggi archeologici di approfondimento disposti dalla Soprintendenza per i Beni archeologici. Quanto siano importanti i reperti riportati alla luce, lo deciderà la Soprintendenza. Cosa si è ritrovato? In un'area, vicina alla prima rotatoria (strada provinciale 1, la San Vito-Villotta) ci sarebbero delle «conformazioni sabbiose» che potrebbero evidenziare un'antica strada o altri interventi dell'uomo sul territorio. Questo è ciò che risulta al responsabile unico del procedimento sulla circonvallazione, Eddi Dalla Betta. Altro sarebbe stato trovato avvicinandosi spostandosi lungo il tracciato immaginario della circonvallazione alla strada provinciale 21. Alcuni cittadini da giorni notano gli archeologi fermi in quell'area. Qualcuno si è avvicinato, potendo osservare che delle ossa venivano inserite in sacchetti. Nelle vicinanze, altri reperti: pietre, laterizi ed elementi in terracotta. Si è appreso che si tratta di uno scheletro, la cui datazione andrebbe collocata a molti secoli addietro. Ma è troppo presto per sapere a che epoca appartenga, per esempio se romana, antecedente o più recente. Ciò può ostacolare l'iter della circonvallazione, ora che si trova in una fase avanzata? Secondo il rup non è così. «Se avessero trovato qualcosa di importante continua Dalla Betta , tale da sospendere per un periodo l'iter, come avvenuto anche per altre opere viarie provinciali (poi realizzate), la Soprintendenza o gli archeologi ci avviserebbero». Della Betta afferma di sapere che qualcosa è stato trovato, ma di non aver notizie, per ora di uno scheletro (che sarebbe stato rinvenuto giovedì). «So di altri materiali riferiti a sedimi passati, già asportati e che saranno inviati alla Soprintendenza, come da prassi aggiunge . In altri casi, si sotterra e si segnala il tutto per un censimento. Un eventuale scheletro si può presumere verrebbe inviato alla Soprintendenza, verrebbe esaminato e datato e finirebbe in un museo. Sarebbe un altro caso se si trovassero, per esempio, catacombe o terme romane. Ma non sembra il caso. Al di là del "turismo archeologico" che sta facendo qualcuno, c'è un protocollo. Non si vuole nascondere nulla: per il momento siamo tranquilli e andiamo avanti, visto che se ci fosse qualcosa di rilievo verremmo avvisati». Mario Bortolussi, presidente del comitato San Carlis, contrario al tracciato della circonvallazione, osserva: «L'avevamo detto, che i sondaggi archeologici andavano fatti anni fa. Ora non si pensi di riempire come nulla fosse quelle buche: segnaleremo tutto alla Procura».
Scheletro sul tracciato della circonvallazione
Durante i sondaggi archeologici, sono stati trovati reperti archeologici nella zona di Prodolone, a poche decine di metri dalla provinciale 21. La necropoli di San Valentino, risalente all'età del ferro, si trova nella stessa zona. Gli archeologi hanno trovato conformazioni sabbiose che potrebbero evidenziare un'antica strada o altri interventi dell'uomo sul territorio. Inoltre, sono stati trovati scheletri, pietre, laterizi ed elementi in terracotta. La datazione di uno scheletro è stata effettuata, ma è troppo presto per sapere a che epoca appartenga.
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