La proprietà nega l'ingresso agli studiosi dopo la scoperta dei resti del castello medievale. Sullo sfondo la "guerra" del park La Nove srl, proprietaria dell'ex Camuzzi, ha ritirato all'associazione Treviso Sotterrenea l'autorizzazione ad accedere all'area. Dopo che nei giorni scorsi era stata raccontata la scoperta dei resti del castello medievale all'interno del bastione, l'associazione ha ricevuto una lettera firmata da Ruggero de Bortoli, curatore della Nove srl, società proprietaria e in liquidazione: «Visti gli articoli dei quotidiani», si legge nella lettera, «sono costretto a sospendere l'autorizzazione di accesso in Area Camuzzi di Treviso con effetto immediato da oggi in attesa di un chiarimento, cortesemente vi chiedo altresì come associazione Treviso Sotterranea di smentire le notizie mediante pubblicazione di un articolo con le rettifiche appropriate». Smentita che l'associazione però non ha alcuna intenzione di fare. Dopo settimane di trattative gli speleologi erano riusciti a ottenere, lo scorso inverno, l'autorizzazione dei privati a entrare all'ex Camuzzi e a calarsi, attraverso alcune aperture, nei sotterranei. La campagna di studio ha portato alla luce non solo reperti della guerra, ma soprattutto buona parte del complesso di cunicoli e stanze che venne realizzato nel '500 quando l'area dove sorgeva il castello vecchio venne interrata per costruire il bastione delle mura. Si tratta di un tunnel che si apre in depositi e stanze secondarie e che poggia sui residui della vecchia fortezza distrutta da un incendio nel 1474. Tutto è stato oggetto di una relazione presentata alla commissione lavori pubblici, che in settimana ha decretato lo stop ad ogni progetto per l'ex Camuzzi che non riporti alla luce la storia del bastione. «La proprietà però non è stata informata dall'associazione Treviso Sotterranea degli ipotetici ritrovamenti», spiega De Bortoli. «Credo che prima di renderlo pubblico, e di dirlo al Comune, avrebbero dovuto essere informati i proprietari. Ben venga un interessamento dell'amministrazione pubblica. Ritrovamenti archeologici potrebbero essere anche positivi per la proprietà, perché valorizzerebbero ancora di più un'area già bellissima». Ma ostacolerebbero i progetti fino ad ora paventati per quell'area. Uno su tutti: il park multipiano. Andrea Levi di parcheggi Italia aveva preso in considerazione l'ex Camuzzi per portare il parcheggio che sarebbe dovuto sorgere in piazza Vittoria, «ma l'abbiamo accantonata poiché solo per bonificare l'area ci volevano 4 milioni». In precedenza era stato messo sul tavolo il progetto dell'architetto Trabucco, che puntava a realizzare un vasto complesso misto (direzionale, residenziale, commerciale) e un park interrato da 900 posti. La Nove srl vuole vendere, questo è assodato. A che prezzo? Si parla di 4,5 milioni di euro. Ma con un castello medievale nascosto sottoterra diventerebbe molto più difficile.