Il Ministero invia una nota alla Soprintendenza dopo l'esposto degli ambientalisti SALERNO. Un invito a fornire «chiarimenti ed aggiornamenti» in merito ai lavori per la sistemazione di Santa Teresa, interessata dal nuovo tracciato del torrente Fusandola. E' quanto chiede alla Soprintendenza, in una nota datata 19 marzo, l'architetto Roberto Bianchini, dirigente della Direzione generale belle arti e paesaggio. Il Ministero dei beni culturali ha dunque deciso di vederci chiaro, dopo il dossier inoltrato a Roma da Italia Nostra e l'esposto alla Procura della Repubblica per rivendicare l'immediata sospensione dell'intervento. L'associazione ambientalista e il comitato No Crescent hanno più volte aspramente criticato la deviazione del torrente, sostenendo che i lavori avviati ormai da tempo dall'amministrazione, proseguono «in assoluto dispregio dei vincoli esistenti sul corso d'acqua». Nella denuncia, finita pure negli uffici dell'Agenzia del Demanio, stigmatizzano che il naturale moto ondoso farebbe sistematicamente occludere la foce, aumentando i rischi idrogeologici in un'area delicata. Secondo gli ambientalisti l'intervento sulla spiaggia sarebbe viziato da irregolarità amministrative, in quanto non sarebbero state completate, tra l'altro, tutte le procedure previste e prescritte per questo genere di lavori, tra cui il collaudo tecnico e amministrativo. Senza considerare che il torrente, benchè intubato, è a tutti gli effetti vincolato perchè iscritto nel registro delle acque pubbliche del regio decreto numero 75 del 1933. La difesa del Fusandola è solo un capitolo della più articolata battaglia contro il Crescent. La settimana prossima, infatti, sarà impugnata l'ennesima delibera prodotta da Palazzo di Città il 18 marzo, per tentare di chiudere l'iter per l'approvazione definitiva della variante urbanistica del comparto di Santa Teresa. La giunta ha infatti stabilito di dare il via libera agli "atti integrativi" per il nuovo progetto, che dovrà tenere conto delle prescrizioni imposte dalla Soprintendenza alla mezzaluna di Bofill, varando le nuove convenzioni che dovranno essere sottoposte ai soggetti attuatori dell'opera, quindi la Crescent srl e la Sist srl. La delibera dà per assodato che la procedura sia conclusa e che l'autorizzazione paesaggistica fatta recapitare in via Tasso sia stata recepita, nonostante esista ancora un contenzioso aperto dall'ex soprintendente Gennaro Miccio, in merito all'altezza dell'edificio. Ed è proprio su questo che si consumerà il prossimo braccio di ferro con gli ambientalisti: «La giunta guidata dal sindaco facente funzioni Enzo Napoli continua a produrre atti illegittimi - tuona Oreste Agosto, il legale che da anni sta dando filo da torcere alla realizzazione del Crescent - Porteremo questa delibera in Procura perchè l'iter autorizzativo non è ancora chiuso. Inoltre non può essere rilasciato nessun parere senza un progetto definito che ad oggi l'amministrazione non ha ancora presentato. Non ci risulta che, sulla scorta delle prescrizioni, sia stato ridisegnato l'intervento per la mezzaluna nè per il restyling del sub comparto di Santa Teresa. Nè che da via Tasso sia partita la documentazione per la verifica delle altezza dell'emiciclo che secondo l'ex soprintendente, non poteva comunque superare in altezza Palazzo di Città».