Fontanelli: quei capolavori non restino celati nei magazzini. Il sindaco Urbani: ci siamo già mossi con la Soprintendenza GEMONA. Ci saranno anche i lacunari del Pomponio Amalteo a far bella mostra di Gemona e dei suoi tesori, quando il prossimo anno si festeggerà il quarantennale del terremoto del 1976? A porre la questione è Paolo Fontanelli, presidente del Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli: «Vedremo - dice - se mai ci sarà la ricostruzione della chiesa di San Giovanni, intanto è bene non dimenticare che lì c'era un prezioso lavoro del pittore Pomponio Amalteo: un centinaio di metri quadri di lacunari che farebbero la gioia e il punto centrale di qualunque museo nel mondo, e che ora invece giacciono nei magazzini del museo civico, ben custoditi ma invisibili». La chiesa di San Giovanni fu storicamente sede del Parlamento friulano, ma crollò con il terremoto: da consigliere regionale negli anni Novanta, Fontanelli contribuì all'attribuzione di un primo contributo regionale da 400 milioni di vecchie lire, a cui successivamente se ne aggiunsero altri 400 grazie all'intervento dell'allora consigliere regionale Virgilio Disetti. Tutti quei soldi per San Giovanni, tuttavia, furono dirottati sul castello per volontà dell'amministrazione comunale precedente guidata dal sindaco Gabriele Marini. Oggi, dunque, i lacunari dell'Amalteo recuperati dalle macerie del terremoto, che un tempo abbellivano il soffitto di San Giovanni, non hanno più una destinazione: «Ci piacerebbe proporre - dice Fontanelli - che per i quarant'anni dal terremoto quel soffitto trovasse una corretta, ma temporanea collocazione nel museo cittadino, ricordando anche la piccola-grande storia di quei gemonesi che lo salvarono dalle intemperie e lo misero al sicuro in quei tragici giorni. Chissà se Regione e Comune troveranno gli euro necessari per permettere di rivedere quelle tavole e per ricordare l'impegno disinteressato di tanti volontari!». Il sindaco Paolo Urbani aveva sempre espresso la volontà di sistemare i lacunari a palazzo Scarpa, una volta acquistato. Ora che tale acquisto è sfumato, è necessario trovare una nuova soluzione: «Da parte nostra - spiega il primo cittadino - abbiamo mandato una lettera alla Sovrintendenza chiedendo un parere, ovvero qual è il luogo migliore, tra quelli presenti a Gemona, in cui sistemare i lacunari: penso a palazzo Elti, alla chiesa di Fossale oppure anche al castello. Da parte nostra, siamo contrari alla musealizzazione di quell'opera, ma attendiamo un parere qualificato per decidere. Per quanto riguarda San Giovanni, noi riteniamo che prima di pensare alla chiesa si dovrebbe risolvere il problema della viabilità riaprendo la via e per quell'intervento avevamo chiesto i contributi del Pisus, che non ci sono stati assegnati».