Pezzi di legno, sacchetti di polietilene, bottiglie di plastica, siringhe e bende insanguinate: c'era di tutto nel composto che una società di concimi della provincia di Rieti vendeva a decine di aziende di agricoltura biologica. Mele e pomodori coltivati con «frullati» a base di nichel, cromo, piombo. Tutto apparentemente in regola: bastava falsificare analisi chimiche e registri. Una truffa che ha fruttato a spregiudicati imprenditori e compiacenti biologi 6 milioni di euro. Veleni che finivano poi in tavola, mascherati dietro l'etichetta del mangiar sano: «Prodotto biologico». I metodi si affinano e i profitti crescono. Traffico di rifiuti, abusivismo, compravendita di opere d'arte rubate: il business della cosiddetta ecomafia è sempre più fiorente. Panorama ha letto in anteprima il rapporto che Legambiente ha compilato quest'anno, radiografia degli oltraggi perpetrati all'ambiente nel 2004. Sfregi in cambio di soldi: il business illegale è stimato in circa 19 miliardi di euro l'anno, se si tiene conto anche degli investimenti per strutture di tutela dell'ambiente che attirano la malavita. Le persone denunciate nel 2004 per reati contro il patrimonio ambientale e naturale sono state 21.853, il 10,4 per cento in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Il numero complessivo delle infrazioni è invece rimasto praticamente identico a quello del precedente rapporto: 25,469, quasi tre ogni ora. Unica nota positiva: la riduzione degli incendi boschivi, da 7.920 a 4.677: un calo del 41 per cento. Gli affari dell'ecomafia restano strettamente legati alla criminalità organizzata: il 49,1 per cento dei reati (12.495: il 6 per cento in più rispetto al 2003) è avvenuto nelle quattro regioni del Meridione a tradizionale presenza mafiosa. La classifica è guidata dalla Campania con 3.462 infrazioni. Segue la Sicilia, che sale a 3.279, più 48,4 per cento. Terza la Calabria con 3.142 reati. La Puglia passa a 2.612: più 50,4 per cento rispetto al 2003. Le organizzazioni criminali diversificano. Sparigliano. Una volta il traffico di rifiuti aveva un'unica direttrice: da Nord a Sud. Adesso la faccenda si è complicata. Negli ultimi tempi le aree di smaltimento illegale si sono moltiplicate. Per i carabinieri del Nucleo ecologico le cose, prima, andavano così: il pattume da smaltire arrivava dalla Campania, transitava in Lombardia e poi finiva in Piemonte. Ora arresti e sequestri sono avvenuti in regioni come Umbria e Molise. Un molo centrale lo ha ormai la Toscana, diventata una base operativa dei traffici. Nella classifica dell'«illegalità nel ciclo dei rifiuti» (vedere tabella a destra) la Toscana è al terzo posto (293 infrazioni accertate), subito dopo Campania e Puglia. E davanti a Sicilia e Calabria. Rifiuti spa. Legambiente lo chiama «Rifiuti spa». È un autentico mercato: con profitti altissimi e nessuna regola. Si smercia ogni genere di scarto: dai fanghi dei depuratori all'arsenico. E, come in ogni compravendita, c'è un listino prezzi (tabella a pagina. 98). Lo ha scoperto il Nucleo ecologico grazie a intercettazioni e dichiarazioni di pentiti. La tariffa più economica viene praticata per smaltire i rifiuti cimiteriali: 1,54 euro al quintale. Quella più alta è applicata al materiale chimico tossico e nocivo: almeno 60 euro al quintale. Liberarsi legalmente degli stessi materiali costerebbe circa il doppio. Così, invece, la differenza entra nelle tasche delle organizzazioni. Guadagni enormi. Come quelli di «Re Mida»; così hanno chiamato un'operazione conclusasi con 19 arresti, 20 impianti sequestrati e 100 conti correnti bloccati. Un fiume di denaro. Che, per non lasciare traccia, scorre rigorosamente in contanti. Abusi edilizi. Sulla Costiera amalfitana hanno intuito che i tipici teli neri usati per coltivare i limoni possono avere molteplici utilizzi. Il più ardito lo ha smascherato la Guardia di finanza di Salerno: coprire le case abusive o le nuove dépen-dance che spesso spuntano su uno dei litorali più belli del mondo. A Ischia non ne hanno nemmeno bisogno. Nell'isola campana, come ha documentato Panorama (n. 11 2004), basta una notte: gli operai lavorano al buio per tirare su i muri; poi all'alba completano il tetto. Con nonchalance, tra il 1951 e il 1991, le case residenziali sull'isola sono aumentate del 222 per cento, quelle di villeggiatura del 752. Come se non bastasse, negli ultimi 12 anni sono stari costruiti altri 5 mila fabbricati. Anche il Rapporto ecomafia 2005 conferma l'andazzo. La Campania resta (con 915 infrazioni accertate: il 12,4 sul totale nazionale) in testa alla classifica dell'«illegalità nel ciclo del cemento» {tabella a destra}, categoria che, oltre all'abusivismo, comprende l'estrazione abusiva dalle cave e il movimento fuorilegge di terra. Al secondo posto la Puglia con 832 reati e una crescita del 57 per cento sull'anno precedente. Come nel traffico dei rifiuti illegali, la Toscana è tra le regioni dove il fenomeno è più diffuso: sale al quarto posto, con 772 illeciti (più 45 per cento). Poi c'è la Sicilia, dove c'è stato un aumento del 41 per cento. L'anno scorso nell'isola, complice il condono, sono stati scoperti 769 casi di mattone selvaggio. Moltissimi nel capoluogo: molti ambientalisti parlano di «nuovo sacco di Palermo», in riferimento è alla colossale speculazione edilizia degli anni Cinquanta e Sessanta, quando interi quartieri furono abbattuti e riedificati favorendo imprenditori e proprietari vicini alla mafia. Una provocazione, ma sintomatica: l'abusivismo in Sicilia resta abitudine difficile da scardinare. Tesori in vendita. Il sarcofago da bambino in marmo, capolavoro del III-IV secolo, era diventato un vaso per i fiori in un grande albergo di Capri, il capitello corinzio era stato invece estrosamente reinterpretato in un vilìone in provincia di Napoli, dove era stato trasformato in comodino. Lo scorso dicembre, tra la Campania e l'Emilia-Romagna, sono stati ritrovati oltre 100 reperti archeologici. Prima rubati, poi rivenduti, infine finiti a fare bella mostra in alberghi e residenze. n traffico di opere d'arte rubate, conferma il Rapporto ecomafia 2005, resta più che mai prospero [tabella a pagina 100). Nel 2004 i furti sono stati 1.190: la maggior parte a danni dei privati (631), ma anche di chiese (464), enti pubblici (77) e musei (18). La regione più saccheggiata è il Piemonte: qui i ladri hanno colpito 171 volte. Vicino a Torino c'è stato quello che è stato definito «il furto del secolo». A febbraio dello scorso anno i ladri sono entrati nella Palazzina di caccia di Stupinigi, dimora prediletta dei Savoia. Scrivanie, specchiere, tavolini, quadri: un bottino da 10 milioni di euro. I ladri hanno agito indisturbati: l'allarme non ha suonato e il custode si è accorto di tutto solo la mattina seguente. Ai predatori del museo storico di Bari è andata meglio. A dicembre un comandante dei carabinieri era entrato nella galleria per annunciare il possibile arrivo di una pipa persa da Giuseppe Garibaldi sul-l'Aspromonte. Visto che c'era, aveva dato un'occhiata in giro. Si era soffermato sulla teca in cui doveva essere custodito il set da viaggio di Gioacchino Murat: pennello, rasoio, pettine. Il comandante aveva guardato fino a trasecolare: era sparito tutto, ma nessuno aveva notato nulla. Del necessaire di Murat era rimasta solo una vecchia foto. Ricettatori in rete Internet sta diventando un formidabile mezzo per smistare opere d'arte rubate Tutto è successo per caso, grazie a un appassionato della rete: un investigatore dell'Interpol di Cipro con l'hobby della numismatica. L'uomo navigava su e-Bay, celebre sito di aste online, quando vide comparire sullo schermo una serie di monete d'argento di Amathunte, risalenti al IV secolo a.C. Oggetti introvabili, dal valore inestimabile. L'investigatore, insospettito, aveva avvertito immediatamente i colleghi. È stato scoperto così un traffico di monete e reperti archeologici molto rari. In provincia di Rimini, quattro persone sono finite in carcere. A casa di una giovane coppia sono stati trovati 8 mila pezzi, trafugati in Sicilia, Grecia e Turchia, pronti a essere venduti in Italia e all'estero. Spesso grazie ad aste sul web all'insaputa dei responsabili dei siti. Potenza della Rete. Internet sta diventando un luogo dove vendere e acquistare reperti archeologici rubati senza dover correre troppi rischi. Come hanno potuto constatare anche gli investigatori di Fa-sano, in provincia di Brindisi. Una Madonna con bambino del Seicento era sparita il 5 ottobre 2003 dal Museo paleolitico della Murgia meridionale, a Ostunì. Dopo mesi di ricerche, la tela venne ritrovata in una vecchia masseria, nascosta sotto alcune balle di fieno. Giusto in tempo, visto che il dipinto era stato appena messo all'asta sul web. Prezzo iniziale: 25 mila euro. Ancora qualche giorno, poi la Madonna con bambino sarebbe scomparsa con un clic.
Panorama
26 Maggio 2005
✓ Entità verificate
L'ecomafia? Ama la Toscana
AN
Antonio Rossitto
Panorama
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Panorama · 26 Nov 2004
Quel pasticciaccio brutto del Petruzzelli
Panorama · 23 Set 2005
Patrimonio dell'umanità ma pieno di BUCHI
Panorama · 29 Set 2006
Miracolo a Noto, riapre la cattedrale
Panorama · 10 Dic 2010
Liguria. Cinque terre, mille affari
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
il Sole 24 Ore · 28 Mag 2003
Schedare i rischi.
il Sole 24 Ore · 28 Mag 2003
Il database salva-monete
Il Mattino di Padova · 28 Mag 2003
Un bavaglio al malessere degli Archivi
Libero · 28 Mag 2003
Ingresso a pagamento per Villa Reale
Fonte non specificata · 2 Giu 2003
Il 19 giugno a Roma convegno della Margherita sulla politica dei beni culturali
Fonte non specificata · 29 Mag 2003
Il 4 giugno a Bologna convegno dell'Istituto Beni Culturali e dell'Istituto Gramsci Emilia-Romagna: Accesso alla cultura. Comunicazione ed economia dei beni culturali tra pubblico e privato
Il Tirreno · 28 Mag 2003
Archivio di Stato: interrogazione sui tagli ai fondi
Il Tempo · 28 Mag 2003
Patrimonio lancia il maxifondo
Fonte non specificata · 30 Mag 2003
30 maggio - 1 giugno, Caserta: convegno di studio
Il Mattino · 30 Mag 2003
3052003 Una identità da salvare
Il Mattino · 30 Mag 2003
Una Fondazione per la tutela dell'ambiente
Il Tempo · 30 Mag 2003
Il capolavoro. Investimento a regola d'arte
Il Tempo · 30 Mag 2003
L'Architettura vista in copertina
Fonte non specificata · 31 Mag 2003
Dalla Fondazione Salvare Palermo: Riconsegna alla Città del Cippo Itinerario di Piazza Indipendenza
www.beniculturali.it · 31 Mag 2003
Close(d) to meet you: programma di ricerca finalizzato al rinnovamento del Museo delle Antichità Egizie di Torino
l'Unità · 31 Mag 2003
3152003 - Anche i privati piangono
la Repubblica · 31 Mag 2003
La devolution dei musei
l'Unità · 3 Giu 2003
362003 - Ora vendono un pezzo di San Gimignano
Corriere della Sera · 3 Giu 2003
Sgravi per frigoriferi, case e turismo
il Sole 24 Ore · 3 Giu 2003
Il museo da solo non basta più