Lo scontro nel collegio livornese. E il capoluogo rischia di restare senza un consigliere All'ombra degli stabilimenti della Lucchini si giocherà una delle partite più dure e interessanti della prossima campagna elettorale. Una sfida tutta interna al Pd, anzi al Pd neo renziano, perché «convertiti» alla linea del premier sono i due (diversissimi) protagonisti. Nel collegio provinciale di Livorno, Piombino è pronta a lanciare due candidati forti: Matteo Tortolini, consigliere regionale uscente (e quindi automaticamente ricandidato), e l'ex sindaco Gianni Anselmi, che in queste ore sta raccogliendo le firme con cui presenterà la richiesta al partito entro il 27 marzo. Secondo le proiezioni, il Pd nel collegio provinciale riuscirà ad eleggere due candidati. Un rischio, quindi, avere due candidati forti che si dividano l'elettorato; e nel Pd qualcuno fa notare che «se Livorno non si organizza bene, il rischio è che Piombino possa fare cappotto». Per non rischiare, tuttavia, meglio vincere il derby piombinese: così, visto che tutto si giocherà con le preferenze (che gli elettori potranno tornare a esprimere), mentre Anselmi ha già iniziato il porta a porta per la raccolta delle firme, Tortolini muove lo scacchiere da dentro le stanze del Consiglio regionale. A dividere i due sono anche le storie personali. Tortolini, classe 1977, già consigliere comunale a Piombino e poi consigliere provinciale a Livorno, sempre in prima fila alla Leopolda di Renzi, è tornato al centro delle cronache proprio in questi giorni, per la sua offensiva in commissione ambiente al piano paesaggistico di Anna Marson: è suo l'emendamento che, sui nuovi insediamenti lungo il litorale tra San Vincenzo e Follonica, ha sostituito il verbo «evitare», con «qualificare», ribaltando così la prospettiva dell'assessore nella battaglia contro il cemento. Proprio con l'assessore Marson, negli anni scorsi, si era già consumato un altro braccio di ferro: Tortolini appoggiava infatti il piano di espansione della tenuta di Rimigliano, tanto che a fianco del costruttore Maurizio Berrighi, aveva presenziato ininterrottamente alle nove ore del Consiglio comunale di San Vincenzo che, il 3 ottobre 2011, approvò un'espansione edilizia su otto ettari di campagna. Gianni Anselmi, classe 1967, due volte sindaco di Piombino, ha caratterizzato il suo secondo mandato con la battaglia per la Lucchini. Il «sindaco d'acciaio», che salì sul tetto dello stabilimento per protestare contro i piani di dismissione, ora può beneficiare degli effetti positivi di una realtà industriale (col suo enorme indotto) che spera nella rinascita. Anche se, i vertici del Pd piombinese sembrano non essere entusiasti di un suo possibile ritorno in politica. «Non sono ancora ufficialmente candidato, sarà il partito a decidere mette le mani avanti Anselmi ma sia chiaro, non sarei il candidato di un settore. Da sindaco, ho lavorato su mille fronti e sono convinto che questo mio impegno pagherà. Anche sul fronte delle imprese turistiche e dei costruttori».